mahsa amini

La contraddizione del presidente iraniano che interviene sulla morta di Mahsa e dichiara: “sarà oggetto di indagine”

In Iran continuano le proteste per la morte di Mahsa Amini, uccisa perché portava male il velo. Il presidente Ebrahim Raisi ha dichiarato che la morte “sarà oggetto di indagine” e ha aggiunto di aver contattato la famiglia e aver assicurato che si “continuerà a investigare” su quello che definisce “un incidente”.

Tuttavia lo stesso Raisi lancia segnali discordanti e ha cancellato all’ultimo minuto un’intervista con la Cnn, pianificata a margine dei lavori dell’Assemblea generale di New York, perché la giornalista Christiane Amanpour non ha voluto indossare il velo.

Lo ha rivelato la stessa anchorwoman, raccontando che si era preparata a chiedere a Raisi “delle proteste in Iran, delle donne che stanno bruciando i hijab dopo la morte di Amini”. Invece ha aspettato il presidente per 40 minuti, dopodiché si è presentato un collaboratore di Raisi che le ha “suggerito” di indossare il velo chiarendo che “non ci sarebbe stata intervista” se non avesse avuto “il capo coperto” parlando di “rispetto” e alludendo “alla situazione in Iran, alle proteste nel Paese”.

«Siamo a New York – ha detto all’uomo di Raisi la donna, che poi ha raccontato quanto accaduto: – dove non c’è nessuna legge o tradizione riguardo al velo, ho argomentato dicendo che nessun altro presidente iraniano ha fatto una richiesta del genere quando li ho intervistati fuori dall’Iran. Ho detto che non potevo accettare questa condizioni senza precedenti e sorprendente. Così siamo andati via, non c’è stata l’intervista, mentre le proteste continuano in Iran e la gente viene uccisa, sarebbe stato un momento importante per parlare con Raisi. Sarebbe stata la prima intervista di Raisi negli Usa e erano state necessarie settimane per organizzarla e 8 ore per sistemare l’equipaggiamento per la traduzione, le luci e le telecamere».

LE PROTESTE

Aumentano intanto i morti per le proteste: secondo la tv di Stato iraniana ammontano a 26.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/GEORGE VITSARAS