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Cresce il numero delle persone arrestate dalla polizia russa per le proteste contro la mobilitazione dei riservisti: 1.307 soprattutto a Mosca e San Pietroburgo

Montano le proteste in Russia contro la mobilitazione parziale annunciata dal presidente Vladimir Putin. Secondo l’ong Ovd-Info, le piazze di almeno 38 città – tra cui Mosca e San Pietroburgo, ma anche Ekaterinenburg, Ufa, Perm, Krasnojarsk, Irkutsk, Novosibirsk, Tomsk, Samara e Belgorod – sarebbero in subbuglio tra manifestazioni sempre più pressanti e repressioni sempre più diffuse: 1.307 dimostranti sarebbero stati fermati dalla polizia russa. Di queste, 527 solo a Mosca e altre 480 a San Pietroburgo.

Secondo molti siti, tra i quale la Bbc in russo, le autorità potrebbero consegnare cartoline per l’arruolamento nell’esercito ai manifestanti che partecipano alle proteste. Una pratica che il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass, ha definito “non contro la legge“.

Alle proteste contro il conflitto in Ucraina si sono aggiunte quelle contro le dichiarazioni rese da Putin nel discorso alla nazione in cui ha annunciato il richiamo dei militari della riserva per “difendere la Russia”. Una posizione che ha gettato la popolazione nel caos e ha spinto molti a cercare una via di fuga dal Paese.

La grande fuga

Ieri, infatti, in poche ore sono andati esauriti i biglietti aerei verso i Paesi in cui non è richiesto un visto ai cittadini russi. Secondo il sito web Flightradar, in un solo giorno decine di voli hanno lasciato Mosca e San Pietroburgo verso la Turchia, l’Egitto, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, la Serbia o Israele. Contestualmente anche le tariffe per i voli sono triplicate, raggiungendo anche i 10 mila euro per un viaggio di sola andata.

Centinaia di persone, invece, si sono dirette verso l’unico varco ancora aperto con l’Europa, la frontiera con la Finlandia. Stando a quanto riferito, ieri hanno attraversato il confine 4.824 russi, un numero che sembrerebbe destinato a crescere. Il capo dell’unità di cooperazione internazionale della Guardia di Frontiera, Matti Pitkäniitty, ha infatti riferito su Twitter che il numero di arrivi è superiore al normale ma la “situazione è al momento sotto controllo”.

Intanto l’Ue starebbe valutando la possibilità di fornire asilo ai russi in fuga. La portavoce della Commissione Ue, Anitta Hipper, ha dichiarato: «stiamo lavorando con i Paesi membri per stabilire un approccio comune, ma ogni richiesta dovrà essere esaminata caso per caso. Le regole di Schengen permettono di negare l’accesso per questioni di sicurezza interna e di ordine pubblico. Siamo in una situazione senza precedenti, con rischi da considerare», ha aggiunto, riferendo al rifiuto di Lettonia ed Estonia, preoccupati per la sicurezza interna.

Alcuni ministri del Governo tedesco, invece, affermano che la Germania è pronta ad accogliere i disertori russi.

Viaggi vietati ai riservisti

La Repubblica russa del Tatartstan ha vietato in via temporanea i viaggi ai residenti riservisti. Lo riporta il Moscow Times riferendo di una norma pubblicata mercoledì dopo il decreto del presidente russo Putin.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/ANATOLY MALTSEV