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La Casa Bianca si è detta tranquilla che il prossimo presidente del Consiglio italiano non si sfilerà dalla coalizione dei Paesi a sostegno dell’Ucraina

Anche il presidente Usa Joe Biden interviene sul 25 settembre, gettando acqua sul fuoco. Un alto dirigente della Casa Bianca nega che l’Italia “in qualche modo si sfilerà dalla coalizione occidentale dei Paesi che sostengono l’Ucraina“.

Secondo l’amministrazione Biden “questa narrativa da fine del mondo sulle elezioni italiane non corrisponde con le nostre aspettative di cosa accadrà” perché “chiunque diventerà il nuovo presidente del Consiglio in Italia, il presidente americano dovrà parlarci subito e prendere le misure di quella persona e stabilire cosa questo significherà“.

Nel frattempo l’Agcom ha sanzionato la trasmissione Rai condotta da Marco Damilano Il cavallo e la torre. Una decisione immediatamente criticata dal Pd che la definisce “grave e incomprensibile nei modi e nei tempi, colpisce la libertà di espressione e completa una gestione profondamente insoddisfacente della materia da parte del Consiglio Agcom“. Il Nazareno coglie l’occasione per rilanciare una proposta di riforma della legge 28/2000 e del ruolo di Agcom, “a partire dai meccanismi di nomina“.

In giornata si moltiplicano gli appelli al voto: «l’astensione è un pericolo per la democrazia – scrive su Twitter Antonio Tajani. – Convincere tutti gli indecisi ad andare a votare. Ovviamente per Forza Italia!».

Fico: da M5S chiara agenda progressista

Il presidente della Camera Roberto Fico è intervenuto a SkyTg24 per rivendicare il cantiere in atto nel Movimento che oggi si presenta alle elezioni con “un’agenda progressista molto chiara“. Incalzato sul campo largo, Fico ammette: «non siamo d’accordo con Calenda su tanti temi, non credo che il campo largo faccia bene al paese, ci vuole un campo progressista e non uno dove si tiene insieme tutto e il contrario di tutto – afferma. – Non vogliamo annacquare l’agenda progressista».

«Noi stiamo lavorando pancia a terra, credo che le nostre proposte che sono molto coerenti stiano facendo crescere il Movimento» conclude ottimista Fico, che non sarà fra i candidati in lista il prossimo 25 settembre avendo superato il secondo mandato.

Dalla Vedova: “terzo polo grande elettore per la destra”

Il segretario di +Europa e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, commenta l’uscita di Calenda dal patto con il Pd e quale sarà il suo ruolo all’appuntamento elettorale del 25 settembre. «Porterà il terzo polo a essere grande elettore della destra – dice a LaPresse. – La sua rottura per me resta incomprensibile. Era un patto politico-elettorale, si sapeva che c’erano Bonelli e Fratoianni».

Letta: Meloni moderata? Non ci credo

«Siamo molto preoccupati per quello che abbiamo ascoltato e stiamo ascoltando – così Letta commenta le parole di Putin. – Siamo contrari a un’escalation militare e vogliamo assolutamente che la pace trionfi, però per la pace c’è bisogno di una posizione netta che dica chiaramente a Putin che non sono accettabili ricatti basati sulla paura e la rottura del diritti internazionale. C’è bisogno che l’Europa sia unita e l’Italia tenga una posizione univoca: siamo molto preoccupati dalle ambiguità che nella destra italiana ci sono sul rapporto con la Russia».

Quanto alla posizione di Meloni, il segretario del Pd è molto scettico: «nonostante una postura a parole atlantista e pro Ucraina, Meloni è alleata di Orban in Europa e di Salvini in Italia, è oggettivamente allineata al fronte di chi lavora per il più grande progetto di Putin, che è far implodere l’Europa – spiega. – È in atto il primo vero tentativo di disfare la Ue. In questo Meloni si muove come il governo polacco, atlantista e anti-europeista, ma le due cose insieme non stanno».

«Alla moderazione di Meloni ha creduto solo chi ha voluto convincersene per convenienza o credulità» chiosa sull’avversaria.

A chi poi gli chiede un parere sul M5S, dato molto forte al Sud, Letta parla di una situazione che “ci favorisce, rende contendibili anche collegi uninominali che in teoria non lo erano. Politicamente è la conferma del grande disagio del Sud che si sente abbandonato e che si aggrappa al reddito di cittadinanza, che il M5S sta usando come bandiera“. Letta ricorda poi il piano per il Mezzogiorno lanciato a Taranto, per una partita “che non si salva con un derby tra Lega nord e il M5S nelle vesti di Lega Sud“.

Infine, il segretario dem dedica un pensiero a Romano Prodi, “il più impegnato di tutti, è la nostra leggenda vivente, l’unico che ha battuto Berlusconi. Lo voglio ringraziare pubblicamente perché avrebbe potuto fare la campagna in poltrona e invece ci ha dato una enorme spinta, anche psicologica“.

Infine, sul reddito di cittadinanza Letta chiarisce la posizione del Pdi: «siamo convinti che il reddito di cittadinanza, soprattutto in alcune parti del nostro Paese, sia un modo per aggredire la povertà – spiega: – non mi schiero dalla parte di coloro che sbeffeggiano le misure contro la povertà, che sono fondamentali».

Renzi: dopo la sconfitta Letta lascerà la segreteria del Partito

Attacchi all’ex compagno di partito arrivano anche da Matteo Renzi che in merito a una possibile alleanza con centrodestra ribadisce: «se noi facciamo più del 10%, poi se vince Meloni, mi auguro di no, siamo disponibili a lavorare con lei e tutti gli altri sulle riforme costituzionali, con tutti M5S, PD».

«Letta – aggiunge Renzi – credo di no perché lascerà la segreteria del PD dopo il risultato del voto di domenica». Il segretario dem, ricorda il leader di Italia Viva, “ è stato mandato a casa perché ha aumentato le tasse è stato l’ultimo premier che ha aumentato le tasse“.

Meloni: “dalla sinistra cattiverie e violenze”

Per Giorgia Meloni quella appena trascorsa è stata una “campagna elettorale orrenda“. O meglio, “è stata una campagna elettorale orrenda, è stata bella per noi perché abbiamo trovato entusiasmo tutta Italia che non si fa convincere dalle stupidaggini della sinistra, ho sentito tante cattiverie e violenza. Penso ci si sia resi conto che la sinistra abbia perso la testa, il Pd è diventato un partito estremista” incalza.

«A Palermo questi anarchici volevano impedire il nostro comizio, la polizia li ha fermati, loro hanno fatto scoppiare dei parapiglia e il giorno dopo il Pd se la prendeva con la polizia – prosegue parlando dei manifestanti in piazza Palestro. – Una campagna elettorale dove è venuta fuori la vera faccia della sinistra ma noi ci stiamo prendendo moltissime soddisfazioni, io sono ottimista».

La leader di Fratelli d’Italia è invece scettica su un allargamento della maggioranza: «non credo che sarà necessario» assicura, precisando di puntare a una “coalizione compatta che condivide le grandi questioni. Credo e spero che il centrodestra abbia la maggioranza per governare questa nazione, i governi arcobaleno li lasciamo agli altri. FdI e Pd è uno scenario lunare“.

Salvini: sui ministri si decide insieme

«Non ci sono donne o uomini soli al comando, la squadra si costruisce insieme»: è il monito di Matteo Salvini che si rivolge a Giorgia Meloni in merito alla composizione dei ministri di un eventuale Governo di centrodestra. Alla leader di FdI che dichiara di aver già pronta una sua lista, Salvini ribadisce che “ognuno ha le sue ambizioni, le sue aspirazioni legittime, aspettiamo il voto degli italiani e poi la squadra la costruiamo insieme“.

Di Maio: chi sta dalla parte di Putin mette in ginocchio il Paese

Sulle affinità fra la Lega di Salvini e Russia Unita di Putin torna a incalzare anche Luigi Di Maio, che ne ha anche per l’ex alleato Conte che “quando abbiamo dovuto approvare nuovi aiuti in armi all’Ucraina ha messo a repentaglio il nostro ruolo nell’Alleanza Atlantica“.

«Chi ha scelto di stare con Putin sta con il responsabile dell’aumento delle bollette del 300%, che sta mettendo in ginocchio milioni di famiglie, imprese e commercianti» prosegue il ministro degli Esteri che ribadisce: «ora va firmata l’intesa per il tetto massimo sui prezzi del gas. I toni di Putin sono inquietanti, perché dimostra di essere uno che non si vuole fermare».

In un’intervista a Mattino Cinque rincara la dose: «sono veramente deluso da Conte, il grande flirt con Putin è stato un problema per il Paese e le tante ambiguità hanno messo in discussione la sicurezza degli italiani. Se qualcuno ha tradito gli italiani io lo voglio sapere, dobbiamo accertarlo. Conte ha provato a fare degli atti politici, delle risoluzioni, che ci allontanavano dall’Europa e dagli altri alleati atlantici che sono quelli che ci proteggono. È un tema di sicurezza degli italiani».

Conte: da Letta peggior cinismo politico

Si distacca dalle accuse Giuseppe Conte che scarica tutto su Salvini e Meloni: «le ricette della destra sono inadeguate e, peraltro, il recente voto al parlamento europeo di Salvini e Meloni in favore di Orban segna una novità molto preoccupante – afferma intervistato dalla Stampa. – Se loro condividono questa svolta illiberale e autocratica e il progetto politico che difendono è quello di Vox, in Spagna,
allora mi permetto di dire che sono decisamente inidonei a governare
».

Sulla guerra, Conte ribadisce ancora che “bisogna cercare di perseguire a tutti i costi un negoziato di pace, non possiamo pensare di conseguire una vittoria militare“. L’Occidente, secondo il presidente del Movimento,”si è concentrato soltanto sul permettere l’autodifesa dell’Ucraina. Il negoziato di pace è l’unica via d’uscita che abbiamo: richiede degli sforzi diplomatici intensi, costanti e grande determinazione. Non è che, se fallisce, si continua a fare la guerra e ad accettare il rischio di proporzioni incontrollabili“.

Conte interviene anche sulla polemica nata con Matteo Renzi che “ha voluto male interpretare una mia frase“, riferendosi alla sua uscita “venga a Napoli senza scorta“. Il leader di Italia Viva secondo Conte “impersona il politico che da decenni è abbarbicato ai privilegi della politica, viaggia in jet privati, va in Arabia Saudita, tiene conferenze nonostante Kashoggi sia stato fatto a pezzi da quel regime, e non si confronta con i bisogno delle persone più fragili“.

Botta e risposta Conte-Letta

Quanto al mancato accordo con il Pd, Conte torna a chiarire le proprie posizioni: «io ero in contatto costante e continuo con Letta, poi il Pd è rimasto folgorato dall’agenda Draghi e ha buttato a mare tutto il progetto costruito insieme – spiega ancora. – Letta ha abbracciato l’agenda Draghi anche se Draghi stesso non era disponibile e quell’agenda non l’ha scritta. In un’ottica post voto, Letta si è reso protagonista di un atto di cinismo politico tra i più efferati e raffinati. Quindi francamente non c’è la fiducia per potersi sedere intorno a un tavolo».

Accuse che Letta rimanda al mittente intervenendo al Forum ANSA: «il M5s ha deliberatamente deciso di andare da solo, lo hanno fatto per recuperare una verginità perduta dopo quattro anni in cui hanno governato con chiunque» spiega il segretario dem che torna ad accusare i pentastellati di aver fatto cadere il Governo Draghi: «una responsabilità grave: le nostre strade si sono divise in quel momento in maniera irreversibile».

Speranza contro la crisi di Governo: “uno sbaglio far cadere Draghi”

Il capolista dei Democratici e Progressisti torna ad attaccare le forze politiche che “con una mano hanno sfiduciato il presidente del Consiglio e con l’altra ora gli chiedono di fare il miracolo. Credo che gli italiani questa cosa la capiranno“.

Speranza ne ha anche per Salvini che “andava in giro con la maglietta di Putin raccontando che era il migliore leader del mondo, gli elettori hanno l’intelligenza per capire da soli“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/JUSTIN LANE