EPA/OLEKSANDR RATUSHNIAK

Dall’intelligence ucraina la minaccia nucleare è tangibile

Vadym Skibitsky, vice capo della direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, si dice convinto che il presidente Vladimir Putin stia considerando seriamente di mettere sul campo le armi nucleari.

«Forse la Russia userà armi nucleari contro l’Ucraina. Proveranno a fermare le nostre attività offensive e distruggere il nostro stato» sono state la parole di Skibitsky.

Il funzionario dell’intelligence ha anche espresso preoccupazione per gli altri Stati in caso di attacchi nucleari, che sarebbero disastrosi anche per Polonia, Turchia e Bulgaria: «questa è una minaccia per altri Paesi. L’esplosione di armi nucleari tattiche avrà un impatto non solo sull’Ucraina, ma anche sulla regione del Mar Nero. ricordiamo la vicenda di Chernobyl. Forse avremo un’altra catastrofe sul nostro territorio, nell’Europa orientale».

Intanto a Kupiansk sono ripresi i bombardamenti russi. La città era stata recentemente liberata dalle forze di Kiev. CI sarebbero due bambini feriti lievemente e una donna anziana in modo grave.

Il presidente ucraino invita i cittadini russi alla protesta contro la mobilitazione annunciata da Mosca: «55.000 soldati russi sono stati uccisi in questa guerra in sei mesi… Ne volete di più? No? Allora protestate! Combattete! Fuggite! O arrendetevi» ha detto in un video Zelensky.

La prima ministra dell’Estonia, Kaja Kallas, durante un discorso alla Nazione trasmesso in tv ha annunciato che il Governo ha richiamato i riservisti e i membri della Lega di Difesa per una sessione straordinaria di esercitazioni. La premier ha sottolineato che, in ogni caso, la guerra in Ucraina non rappresenta “minacce dirette per l’Estonia” per il momento, ma la “capacità di difesa significa prontezza e coscienza che, in un momento di crisi, sappiamo esattamente cosa fare“.

«Sono convinta che nessuna persona che risiede in Estonia e condivide i nostri valori voglia intromettersi nella guerra criminale in corso in Ucraina. – ha spiegato – Se comunque qualcuno stesse considerando la possibilità di unirsi alle forze russe, il mio messaggio è chiaro: non andateci perché non c’è ritorno.
Chiunque imbracci le armi contro una nazione libera, contro l’Ucraina libera, imbraccia le armi contro l’Estonia e commette un crimine che noi non perdoneremo
».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/OLEKSANDR RATUSHNIAK