ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI

Il premier è stato premiato dalla Appeal of Conscience Foundation a New York per la sua “leadership poliedrica” e la “cooperazione internazionale”. Biden: “voce potente di tolleranza e giustizia”

Il premier dimissionario Mario Draghi, a New York per partecipare alla 77esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, è stato premiato con il titolo di World Statesman durante la 57esima edizione dell’Annual Awards Dinner della Appeal of Conscience Foundation.

Davanti al conflitto in Ucraina e alla possibilità di una nuova Guerra Fredda, una polarizzazione geopolitica, ha detto: «il modo in cui trattiamo con le autocrazie definirà la nostra capacità di plasmare il futuro. Servono quindi franchezza, coerenza e impegno. Bisogna essere chiari ed espliciti sui valori fondanti delle nostre società, la fede nella democrazia e nello Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, la solidarietà globale. Ideali che dovrebbero guidare la nostra politica estera in modo chiaro e prevedibile – ha detto il presidente del Consiglio davanti alla platea. – Quando tracciamo una linea rossa – ha proseguito, – dobbiamo farla rispettare. Quando prendiamo un impegno, dobbiamo onorarlo. Le autocrazie prosperano sfruttando la nostra esitazione. Dovremmo evitare l’ambiguità, per non pentircene in seguito. Infine, dobbiamo essere disposti a collaborare, purché ciò non significhi compromettere i nostri principi fondamentali. L’importanza del dialogo, che celebriamo stasera, è stata al centro della mia vita professionale come economista e come decisore politico. Il valore di una partnership di successo tra organismi multilaterali e istituzioni locali è stata una delle principali lezioni che ho imparato lavorando alla Banca Mondiale negli anni ’80».

Sul ruolo della Russia ha aggiunto: «io spero che la Russia decida di tornare allo spirito dell’Onu che esso stesso sottoscrisse nel 1945. Sono ottimista sul futuro, noi dobbiamo restare uniti nel sostenere l’Ucrania e respingere i tentativi di chi ci vuole dividere ma solo l’Ucraina può decidere quale pace è accettabile. Solo la cooperazione globale può aiutare a risolvere i problemi globali, dalla pandemia ai cambiamenti climatici. Il mondo – ha concluso tra gli applausi – ha bisogno di coraggio, chiarezza, ma anche di speranza e amore».

Il premier è stato premiato per la sua “lunga leadership poliedrica nella finanza e nel pubblico servizio di cui hanno beneficiato l’Italia e l’Unione europea e che ha aiutato la cooperazione internazionale“, come ha spiegato il rabbino Arthur Schneier, fondatore e presidente della fondazione.

Prima di lui, negli anni, sono stati premiati come statisti dell’anno Mikhail Gorbachev, recentemente scomparso, l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel e il leader giapponese ucciso la scorsa estate Shinzo Abe. Draghi ha ricordato quest’ultimo definendolo un uomo che “ha creduto fortemente nella stabilità globale, e aveva rilanciato l’economia giapponese, ma la sua eredità resta per il popolo giapponese e oltre“.

Il presidente Joe Biden ha inviato un messaggio a Draghi congratulandosi con “il mio amico” e lodando “il suo lavoro per fare avanzare i diritti umani nel mondo“: «Draghi è stato una voce potente nella promozione della tolleranza e della giustizia, lo ringrazio per la sua leadership».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI