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Secondo l’ex premier un disallineamento degli interessi europei da quelli statunitensi rende difficile la pace in Ucraina

Campagna elettorale in Italia, campagna elettorale all’estero ma a non tutti vanno giù i viaggi dei rivali politici. «Io sono l’unico che non è andato all’estero a cercare raccomandazioni. Meloni si è premurata di accreditarsi a Washington ed Enrico Letta ha cercato l’endorsement da Scholz e dagli amici tedeschi. Noi dobbiamo impegnarci in Italia e non all’estero durante la campagna elettorale», è il commento caustico di Giuseppe Conte ospite a Forum Ansa.

«Gli interessi strategici Ue non coincidono con quelli degli Usa – dice poi, sottolineando la presenza di un problema nell’alleanza euroatlantica. – E questo rischia di consegnarci un modo spaccato a metà. Quindi quando Letta ha ricevuto l’endorsement dalla Spd ha anche parlato della strategia diplomatica per porre fine al conflitto? L’Italia può dare il contributo perseguendo lo sforzo diplomatico».

Il leader pentastellato commenta poi lo stato della democrazia italiana e le posizioni di Meloni sull’Ungheria: «la nostra democrazia non è in pericolo ed è arrogante da parte di qualche forza politica ergersi a garante delle patenti di legittimità democratica. Orban è stato votato, dice lei, ma anche Putin è stato votato più volte con clamorosi risultati plebiscitari ma questo non significa che poi non ci siano governi che mettono il bavaglio alla libertà di stampa o che costringano le donne a sentire il battito del feto prima di procedere all’aborto».

Berlino sostiene Letta: no a Meloni post-fascista

Da Berlino, a soli 6 giorni dal voto, arriva l’endorsement della Spd tedesca che, secondo le parole del presidente Lars Klingbeil che ha ricevuto Enrico Letta nella Capitale, auspica una vittoria del “nostro partito fratello“.

«La preoccupazione c’è, ma per esperienza personale dico che una corsa elettorale anche negli ultimi metri possono succedere tante cose» ammette ancora Klingbeil, precisando senza mezzi termini che “i post-fascisti di Meloni che porterebbero l’Italia sulla strada sbagliata“.

«Quello che fa oggi Enrico Letta è andare a trovare i tedeschi e farsi dire: sarebbe bene che vincesse Letta e non Meloni – commenta secca Meloni. – Io il consenso lo chiedo agli italiani». Non è dello stesso avviso Letta, secondo cui “il voto italiano riguarda l’Europa e inciderà sul futuro dell’Ue“.

«Ci sono due opzioni diverse, la nostra, quella di chi vuole stare al cuore dell’Europa, a Bruxelles, Berlino, Parigi e Madrid e poi c’è la proposta di destra che ha come interlocutori principali il Governo ungherese e polacco, verso un tipo di destino che a noi non piace» prosegue il segretario dem proiettando il dibattito politico interno anche fuori dai confini.

«La politica estera di allontanamento dall’Ue di Meloni e Salvini la pagherebbero i cittadini, in termini di riduzione dei servizi, blocco delle infrastrutture, stop all’assistenza post Covid – prosegue. Insomma, – sarebbe una stagione di tagli modello 2011, con Berlusconi, Meloni e Tremonti, ma a livelli ancora più grandi perché siamo nel mezzo di una guerra e nella più grande crisi energetica degli ultimi decenni».

Letta si trova a Berlino anche nell’ottica della ricerca di un accordo con gli alleati europei dell’Spd per trovare un accordo politico comunitario su diversi temi, fra tutti il price cap ma anche il disaccoppiamento del prezzo del gas da quello delle altre energie. Rientrando verso Roma, il segretario del Pd si dice “molto più ottimista” in vista del Consiglio Ue del 30 settembre.

«Avete visto ieri Berlino, è stato molto importante per me e per noi, è uscito un messaggio positivo, sono andato lì per parlare soprattutto del tema energia, per riuscire a condividere l’urgenza di prendere decisioni nel consiglio europeo del 30 settembre in campo energetico – ha spiegato. – Bisogna fermare la crescita delle bollette e riportarle a una logica normale e fare tutte le operazioni necessarie: ieri abbiamo parlato di disaccoppiamento. Spero che questa logica vada in porto e renda meno drammatica la situazione delle bollette. Questo è stato l’obiettivo di Berlino, obiettivo riuscito, lavoriamo con l’interesse del Paese nella testa, per trovare soluzione per il Paese», ha aggiunto nel messaggio indirizzato ai candidati.

Meloni: “clima cattivo voluto dalla sinistra”

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, commenta a RaiNews24 il “clima aggressivo” di questa campagna elettorale: «è una fase delicata, quello che mi ha preoccupato è stato vedere gruppi organizzati che entravano nelle piazza a contestare. Fortunatamente siamo persone che non rispondono alle provocazioni e responsabili, ma il rischio di incidenti, conoscendo la sinistra, e che poi magari passiamo noi per i responsabili c’è e quindi l’ho segnalato. C’è un clima molto aggressivo e molto cattivo voluto dalla sinistra e io non voglio problemi. Credo che il centrodestra abbia diritto a fare la sua campagna elettorale. Ho visto che ieri a una manifestazione della sinistra i contestatori sono stati tenuti lontani dalla manifestazione; non capisco perché con noi non accade la stessa cosa».

«Mi chiedo – dice poi facendo riferimento alle dichiarazioni del segretario dem sul suo viaggio in Germania – se Letta sia andato a chiedere e ottenere il tetto al prezzo del gas contro il quale la Germania si oppone perché se lo ha ottenuto diciamo bravo Letta, altrimenti, è andato a chiedere un sostegno a tre giorni dal voto e questo lo trovo anche poco edificante, se è andato a barattare l’interesse nazionale in cambio del suo lo trovo grave».

Meloni ha rilasciato un’intervista anche all’agenzia di stampa spagnola Efe dichiarando: «mi auguro che il centrodestra italiano guidato da Fratelli d’Italia vinca le elezioni e che questo possa fare da apripista per qualcosa di simile anche in Spagna tra qualche mese. In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, la concretezza e il pragmatismo dei conservatori sono molto più efficaci delle ricette ideologiche della sinistra. Con Vox siamo legati da stima, amicizia e lealtà reciproca. Abbiamo sorriso del fatto che in Italia la sinistra usi Vox per attaccare FdI e in Spagna usi FdI per attaccare Vox».

Scontro sul reddito: per Meloni “va cancellato”, per Letta “corretto”

Sempre Meloni intanto incalza sul programma elettorale e punta il dito contro il reddito di cittadinanza: «va cancellato perché non ha funzionato, né sul lato del contrasto alla povertà né su quello delle politiche attive». Viceversa “vogliamo mantenere e rafforzare le misure di sostegno per categorie fragili, over 60 privi di reddito, pensionati, invalidi e famiglie in difficoltà con minori a carico, mentre per le persone tra 18 e 60 anni abili al lavoro e senza minori a carico prevediamo di rafforzare i percorsi formativi finanziati dal fondo sociale europeo“.

«Correggere, modificare e potenziare dove necessario» è invece la ricetta di Enrico Letta, secondo cui rdc “ha evitato che circa un milione di cittadini scivolasse sotto la soglia della povertà assoluta e fornito sostegno a 76mila persone con disabilità che vivono da sole. Ma è innegabile che alcuni aspetti del reddito vadano rivisti».

Salvini: su Putin tutti hanno cambiato idea dopo la guerra

Alle accuse mosse alla destra di strizzare l’occhio alla Russia torna a rispondere anche Matteo Salvini, secondo cui “il giudizio su Putin prima e dopo la guerra è cambiato da parte di tutti“. «Prima – ricorda il segretario della Legatutti facevano accordi commerciali, da Letta a Renzi a Prodi a Berlusconi. È chiaro che se nel 2022 scatena una guerra, passa dalla parte del torto» spiega, precisando che le sanzioni “le abbiamo sempre votate“. Ora, al settimo mese di guerra, “io ho solo fatto la domanda: le sanzioni stanno mettendo in ginocchio la Russia? Vedete le bollette? Non vorrei che a pagare le sanzioni fossero i lavoratori italiani“.

Il leader del Carroccio chiude poi alla possibilità di un Draghi bis: «per il premier Mario Draghi non ci sono ruoli nel futuro eventuale governo di centrodestra – ha detto durante una conferenza stampa. – Noi chiediamo il voto per la Lega e per il centrodestra, non vedo ruoli per Draghi o per tecnici per rispetto anche nei confronti di Draghi. Perché se uno vota la Lega vota per la Lega, se uno vota per il centrodestra vota per il centrodestra». 

«Io mi sto occupando di Italia e di italiani, gli altri si occupano di russi, francesi, di cinesi, di americani, di tedeschi. Io mi occupo del lavoro degli italiani, della salute degli italiani. Il lavoro è la priorità e quindi per creare più lavoro cancellare la legge Fornero sarà la precondizione necessaria. Anche limitare gli sbarchi di immigrati, che anche in Puglia si sono moltiplicati questa estate, è fondamentale per garantire serenità, tranquillità e sicurezza», aggiunge poi Salvini sottolineando di star “guardando da lontano” le elezioni di medio termine politiche negli Stati Uniti e il voto in Brasile, augurandosi che “nessuno cerchi di influenzare il voto degli italiani“.

Di Maio smentisce Salvini: “accordi con la Russia anche dopo l’invasione”

Non è d’accordo con l’ex alleato Luigi Di Maio che torna a incalzare Salvini sulla politica estera: «ha fatto un accordo con il partito di Putin, Russia Unita, che è un accordo che è stato rinnovato anche dopo l’Ucraina, quindi non è vero che ha cambiato idea».

Il leader del Carroccio “si oppone al tetto del gas, vuole abolire le sanzioni alla Russia… che idea ha cambiato Salvini? Aiuta Putin. Da un mese gli ho chiesto un confronto pubblico perché voglio sapere perché ha messo Putin davanti agli italiani” incalza ancora il ministro degli Esteri.

Calenda: il rischio non è il fascismo la lo sfascio del centrodestra

Il leader di Azione Carlo Calenda va all’attacco di centrodestra che, è sicuro, “non può reggere, si detestano” e dunque “il rischio vero è lo sfascio, non il fascio“.

«C’è poca voglia di governare – prosegue ai microfoni di Rtl 102.5. – La Meloni è nervosissima, arrabbiata con tutti. Se sai che stai coronando un percorso sei rassicurante, non fai una campagna di aggressività».

Su Salvini le accuse si fanno concrete: «c’è stato al governo, ha levato il canone Rai? Se uno ha promesso la flat tax e non l’ha fatta, se ha detto che avrebbe cacciato 500mila irregolari e ne ha cacciati meno di Alfano, se dice togliamo il canone Rai sta promettendo una ca…..ta. Possiamo dire così?».

Il segretario, intervistato da LaPresse, commenta poi le dichiarazioni dell’Spd tedesco: «non si può definire Meloni una fascista, sono parole gravi». E sul caso Richetti aggiunge: «Matteo Richetti è un uomo distrutto, mentre è un signore perbene. Io ho perso un amico, nel bel mezzo della campagna elettorale, per un accusa infondata e chi l’ha pubblicata sapeva che era infondata. È un linciaggio indegno».

Fico sul doppio mandato: “regola fondante a cui resto fedele”

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha rilasciato un’intervista al Quotidiano Nazionale per parlare di quale sarà il suo futuro politico. Il parlamentare di punta del Movimento5Stelle tornerà alla politica del territorio partendo dalla sua città, Napoli: «il futuro non mi preoccupa, sono tranquillissimo e la vivo bene. È dal 2005 che lavoro prima con i meetup e poi nel Movimento e continuerò a svolgere attività rilevanti nel Ms5. È importante esserci anche sul territorio, a Napoli, nella mia città. È una regola fondante – dice poi sulla regola del doppio mandato che lo ha costretto a lasciare il Parlamento, – che ho condiviso dall’inizio. In un momento storico in cui alcuni cercano sbocchi e candidature in altri partiti, dimenticando il patto che hanno fatto con gli elettori, io vi resto invece fedele».

Sulla crisi di governo che ha portato alle elezioni anticipate aggiunge: «da presidente della Camera sono stato un passo indietro rispetto a certe dinamiche puramente politiche. Penso, però, che con l’avvicinarsi delle elezioni ogni partito di maggioranza abbia tenuto a marcare la propria identità. Nel momento in cui si mettono sul tavolo i nodi, questi vanno affrontati e mi sembra che la maggioranza non abbia voluto affrontare quelli posti dal Movimento».

Parolin: la politica smorzi i toni della campagna per il bene del Paese

Intanto dall’assemblea delle Nazioni Unite a NY prende la parola anche il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin per intervenire sulla campagna elettorale in corso in Italia. L’auspicio del cardinale è che i toni del dibattito “si smorzino” per mettere “al primo posto il bene del Paese”.

«Se si fa questo sforzo – ha spiegato ai giornalisti il segretario di Stato – ecco allora che i toni si smorzano, non ci sono più quelle contraddizioni che vengono messe in rilievo. Allora si servono concretamente i bisogni della gente, le esigenze che sono stante e quello che possiamo augurarci è che vada bene per le prossime elezioni, manca ormai solo una settimana».

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti di: Alessia MALCAUS

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