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Dopo l’ennesima contestazione durante un comizio la leader di FdI attacca gli avversari “parlano di Europa ma il loro modello è il regime di Ceausescu”

Dopo il nuovo episodio di contestazioni nei confronti di Giorgia Meloni, avvenuto questa volta durante un comizio elettorale a Caserta, la leader di FdI punta il dito contro l’Esecutivo: «in nessuna democrazia evoluta l’unica opposizione al governo è oggetto di sistematici attacchi da parte di ministri, cariche istituzionali e grandi media» scrive su Facebook.

«E, soprattutto – incalza – in nessuna democrazia occidentale il governo consente scientificamente provocazioni che potrebbero facilmente sfociare in disordini – durante la campagna elettorale – nelle manifestazioni politiche dell’opposizione. Questa gente – aggiunge ancora – parla di Europa, ma il loro modello è il regime di Ceausescu. Non ci facciamo intimidire da chi odia la libertà e la sovranità popolare».

Berlusconi: astensionismo è autolesionismo

Mentre il fantasma dell’astensionismo minaccia le urne del prossimo 25 settembre, Silvio Berlusconi torna con la sua pillola quotidiana parlando proprio dell’assenza degli elettori: «non andare a votare è un comportamento autolesionista. Il 25 settembre, non lasciate che altri votino per voi. Dovete andare a votare e, naturalmente, dovete votare per noi di Forza Italia, perché soltanto noi abbiamo sempre dimostrato di saper cambiare le cose che non funzionano – afferma il leader di Forza Italia. – La pillola di oggi ha uno scopo preciso. Denunciare una situazione che è davvero incredibile ed è inaccettabile in quella che vuole essere una vera e compiuta democrazia. Parlo del tasso di astensionismo».

Renzi: la povertà non si combatte coi sussidi, ma con il lavoro

Matteo Renzi ha parlato di lavoro allo stabilimento Piaggio di Pontedera durante l’iniziativa “Discorso sul lavoro”. Per il leader di Italia Viva: «chi vota il M5S vota il padre del reddito di cittadinanza, chi vota Salvini chi lo ha votato, e perfino chi vota Pd sceglie chi lo sostiene, da quando il Pd ha sposato Luigi di maio. Ieri facevano ostruzionismo sul reddito, oggi rinnegano il jobs act, che ha creato 1 milione e 200mila posti di lavoro di cui la metà a tempo indeterminato. Conte ha il record negativo di posti di lavoro e questo prima della pandemia. La povertà non si combatte solo con i sussidi ma con una sanità, una scuola che funzionano, con le case popolari non fatiscenti. La povertà si combatte con il lavoro, aumentando gli stipendi con la decontribuzione e la detassazione. Il reddito di cittadinanza non rende liberi. Il reddito rende sudditi. Noi vi vogliamo cittadini».

La Brexit italiana di Letta

Il voto del prossimo 25 settembre sarà decisivo per l’Italia: ne è convinto il segretario dem Enrico Letta che afferma in un’intervista a il Foglio: «io paragono questo voto alla Brexit. È la nostra Brexit. Calenda e Renzi hanno un obiettivo, distruggere noi, attaccare la sinistra. Trascurano che la sfida è contro la destra. E’ una destra che, non ho paura di dire, staccherebbe l’Italia dal resto dell’Europa. La scelta è tra noi e Meloni. Ci sono due idee di Paese diverse su tutto», conclude, ribadendo quanto detto diverse volte.

Salvini: “Letta fa ridere”

Il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha rilasciato un’intervista a Isoradio commentando la campagna elettorale del Pd: «Letta fa ridere, il mio modello non è l’Ungheria o la Polonia ma l’Italia e aiutare gli italiani a pagare di meno. Non si rende conto rischiamo la strage di posti di lavoro, Letta fa ridere. Sta facendo una campagna elettorale sulla Russia, sul fascismo, il razzismo e il rischio democrazia e non è utile per chi ascolta. Letta passa agli insulti tutti i giorni», conclude.

No di Draghi a secondo mandato

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha commentato la posizione espressa dal premier Mario Draghi sulla possibilità di un secondo mandato a Palazzo Chigi: «mi pare che un no sia un no. In questo caso anche meditato. Se è convinto di una cosa, stento a pensare che lo convinceranno di altro».

Meloni: non spingete l’Ungheria nelle braccia di Putin

Dalle colonne del Giornale Giorgia Meloni torna a difendere “il collocamento occidentale e il rispetto degli impegni assunti in sede di Alleanza Atlantica“.

Sono proprio le alleanze europee di FdI a dominare le polemiche di questi giorni, con l’Ungheria che rischia di vedersi tagliare i fondi di coesione. «Non sono i conservatori europei, che ho l’onore di presiedere, a voler distruggere l’Europa – spiega Meloni. – I veri ‘anti-europeisti’ sono coloro che, in un momento nel quale siamo sotto attacco e la Ue dovrebbe essere più unita e forte che mai, sostengono che ci sia un’Europa di serie A e una di serie B e che stanno facendo di tutto per spingere l’Ungheria nelle braccia di Putin».

Non manca il tempo per un affondo ai pentastellati, la cui “parola più usata nella campagna elettorale è gratuitamente. Sembra la vendita delle pentole, ma sono soldi vostri e se ve li danno da un lato, ve li tolgono dall’altro. Scegliete voi se volete al Parlamento Wanna Marchi e il mago Do Nascimento“.

Fico: farò politica attiva nel M5S

Il presidente della Camera Roberto Fico conclude, con questa legislatura, la sua esperienza parlamentare, non avendo rinnovato la sua candidatura. «Cosa farò dopo? Politica attiva nel M5S, lavoriamo per questo. Le cose da fare sono molte e ci sono molti problemi da risolvere nel paese».

Rispetto alla sua mancata candidatura “non sono deluso, sono molto soddisfatto di come il M5S sta portando avanti un nuovo corso” spiega, ribadendo che “il Movimento mi rappresenta molto, è assolutamente progressista. Candidato o non candidato, la politica non si fa solo nelle istituzioni“.

Un rammarico nella presidenza alla Camera? «Non aver approvato la legge sul fine vita. Abbiamo avuto richiami dalla Corte costituzionale, il Parlamento doveva legiferare e non l’ha fatto. Questo è un rammarico».

Infine, un affondo sull’Ungheria: «oggi chi appoggia o difende Orban nel nostro paese sta facendo uno sbaglio storico, nel cuore dell’Europa non possiamo in alcun modo pensare che, siccome ci sono state elezioni libere, viene messo in discussione lo stato di diritto – prosegue. – Fa bene l’Europa subito a fare la voce grossa. Bene colpire subito, laddove c’è una deviazione sullo stato di diritto».

Csel: 88% dei seggi elettorali sono dentro edifici scolastici

Secondo un dossier realizzato per Adnkronos dal Centro Studi Enti Locali, degli oltre 61mila seggi elettorali dislocati in Italia, l’88% si trova in edifici scolastici.

Salvini: Draghi fai nomi e cognomi

Nel frattempo ieri dal palco di Pontida 2022 non sono mancate le polemiche per le parole di Draghi che, nella conferenza stampa di presentazione del dl Aiuti Ter, si toglie qualche sassolino dalla scarpa e parla di “pupazzi” che intratterrebbero contatti frequenti con Putin.

«Draghi se sa parli, se dice che c’è gente corrotta e pagata, pupazzi prezzolati – prosegue il segretario della Lega. – Io sono pagato dagli italiani, sono a processo per aver difeso i confini italiani dai clandestini stranieri. Sono parole gravi. Se sa che qualcuno è corrotto da potenze straniere, è pupazzo o al soldo di potenze straniere. È gravissimo. Se il premier sa che qualche politico o giornalista o imprenditore è pagato allora vada fino in fondo. Sennò che figura ci fa l’Italia? Draghi fai nomi e cognomi».

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti di: Alessia MALCAUS

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