nasa dart licia cube

La sonda 100% made in Italy è stata finanziata da un progetto dell’Asi e partecipa alla missione Nasa Dart

«Il coronamento di un lavoro lungo, fatto con grandissima passione». È il ceo di Argotec David Avino a parlare, pochi giorni dopo il rilascio di LICIACube, la prima sonda interplanetaria italiana.

«È stata una grande emozione ricevere il primo segnale da Torino dopo 50 minuti dal rilascio – rivendica orgoglioso Avino. – Siamo molto soddisfatti della performance del satellite, che è unico, è il satellite costruito interamente in Italia andato più lontano nello spazio».

La sonda prende parte alla Nasa Dart, la prima missione al mondo di difesa planetaria. Il satellite, realizzato dall’azienda torinese nell’ambito di un progetto finanziato dall’Asi, dovrà documentare con delle immagini l’impatto fra la sonda della Nasa contro l’asteroide Didimos-Dimorphos.

L’impatto avverrà a 14 milioni di km dalla terra ed è previsto per il 27 settembre, sotto lo sguardo attento di una 30ina di ingegneri di Argotec al lavoro nel Mission Control Center.

«Dopo 10 mesi di viaggio a 50 minuti dal rilascio del satellite abbiamo stabilito il collegamento – raccontano Valerio Di Tana, capo programmi Argotec, e Biagio Cotugno, capo operazioni di volo. – È stato un momento emozionante, come quando abbiamo ricevuto la prima immagine, uno scatto del cielo, esattamente rispondente a quanto ci aspettavamo. Da quel momento abbiamo iniziato a testare il satellite, a conoscerlo in orbita e siamo molto soddisfatti perché rispecchia esattamente quello che ci aspettavamo dalle simulazioni a terra. Abbiamo anche provato il sistema propulsivo, che è uno dei più critici, ed è andato bene».

Dopo aver documentato l’impatto con l’asteroide, il lavoro non sarà finito per il satellite, con cui gli ingegneri resteranno in contatto per altri cinque mesi “per validare la tecnologia“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/NASA/Bill Ingalls