Lettera scritta da Giovanni Cavalieri, imprenditore e titolare dell’azienda di Concorezzo Termogamma

Mi presento: sono Giovanni Cavalieri, un imprenditore che opera da oltre 35 anni nel settore energetico prevalentemente sul territorio italiano.

La mia società, Termogamma, è specializzata nella costruzione di sistemi ed impianti cogenerativi.

Vorrei brevemente condividere una mia riflessione: personalmente, non comprendo perché fino ad ora non sia stata messa in luce con la dovuta motivazione quanto di seguito espongo.

Tutti i sistemi di cogenerazione, quindi non solo quelli da noi costruiti, hanno come principale peculiarità quella di produrre due vettori energetici contemporaneamente, energia elettrica e calore, introducendo e, di conseguenza, acquistandone esclusivamente uno, ovvero il gas metano.

Di norma, il calore risulta completamente gratuito ed essendo tale, si potrà evitare parzialmente l’acquisto sul mercato di energia termica sotto forma di gas metano e non solo. Infatti, consumando meno, oltre a ridurre i costi diretti, l’utilizzo risulterà meno impattante verso l’ambiente, abbattendo i livelli di CO2 sul pianeta.

Se estremizzassimo il concetto, nel caso in cui tutte le famiglie e le industrie italiane dovessero essere dotate di un sistema cogenerativo, lo Stato italiano avrebbe la possibilità di evitare l’acquisto di metano di almeno il 20-30%. In questo modo, il metano verrebbe acquistato razionalmente, ottenendo una riduzione di acquisto dello stesso combustibile a livello nazionale.

Tenendo conto che gli estremi, di norma, non devono mai essere presi come un concetto da seguire nella vita reale, ritengo opportuno affermare a grandi linee che, mediante l’utilizzo di sistemi cogenerativi diffusi solo nelle piccole-medie imprese, lo Stato italiano potrebbe evitare acquisti di gas metano fino ad almeno il 10%.

Visto il contesto attuale, penso che l’uso di un cogeneratore possa essere considerato certamente razionale e quantomeno di transizione, senza togliere nulla ai sistemi completamente rinnovabili, quali sole, vento e acqua. Se utilizzati singolarmente, questi elementi non sono in grado di soddisfare, per ovvi motivi, le esigenze soprattutto del settore industriale.

In linea con quanto detto, non comprendo il motivo per cui, adesso più che mai, non venga proposto ed enfatizzato l’utilizzo di questi sistemi, che potrebbero essere impiegati almeno come strumento di transizione energetica, oltre che per fornire sostegno alle aziende.

In sostanza, un imprenditore che utilizza questi sistemi ritengo possa sentirsi soddisfatto anche “solo” con sconti fiscali da detrarre esclusivamente dal regime fiscale della propria azienda.

Questo significherebbe aiutare e sostenere le imprese con sane prospettive imprenditoriali, incentivando sia la sopravvivenza che la competitività.

Mi rendo conto che la sintesi non permette, soprattutto su concetti che si basano essenzialmente su aspetti tecnici, la profonda comprensione e che certamente crea diversi dubbi e domande, ma con la mia presente missiva vorrei capire se il mio discorso sia in grado di suscitare interesse per una soluzione che è pronta all’uso, capace di soddisfare esigenze imprenditoriali sia private che statali.

Nel caso, mi renderò disponibile a dimostrare quanto espresso solo attraverso semplici affermazioni.

Nella speranza di aver suscitato l’attenzione, anche nell’interesse primario del Paese, mi è gradita l’occasione di porgere un cordiale saluto.

Giovanni Cavalieri

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