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Secondo il leader della Lega la sinistra si occupa di Orban perché sa di aver già perso

Rivendica il voto degli europarlamentari del Carroccio il leader Matteo Salvini: «da ministro ho girato tanti Paesi al mondo incontrando i presidenti liberalmente eletti. Poi non entro nel merito delle vicende ungheresi, israeliane e americane, perché rispetto gli altri. Da alcuni punti di vista le vicende israeliane, americane e ungheresi, penso al tema della famiglia, sono più avanti rispetto a quelle italiane. Dopodiché se le sinistra si attacca a Putin, a Orban, ai fascisti, ai razzisti e ai sovranisti e non parla di tasse, legge Fornero, flat tax, riforma del lavoro e della pensioni vuol dire che hanno già capito che hanno perso ».

Meloni: Italia ha bisogno di stabilità e visione chiara

Giorgia Meloni ai microfoni di Radio Anch’io ha dichiarato: «spero sia arrivato il momento per tenere un governo fermo per cinque anni a realizzare una sua visione concentrando le risorse sulle priorità che ritiene di dover portare avanti. Ci vuole un governo legislatura che abbia un mandato popolare. Credo – ha sottolineato la leader di FdI ci sia bisogno di avere stabilità e di una visione chiara, perché il problema dei governi degli ultimi anni è che metti insieme tutto e il suo contrario e rischi di spendere le risorse in maniera disomogenea».

La leader di Fratelli d’Italia parla anche del documento approvato ieri dal Parlamento Europeo nei confronti dell’Ungheria: «tutti i partiti ungheresi, si sono indignati per questo documento, anche quelli che si oppongono a Orban. È una dittatura davvero? La sinistra non mi pare che sia storicamente nazionalista eppure sono tutti d’accordo sul fatto che vivono questa vicenda come una discriminazione – ha sottolineato Meloni. – Orban ha vinto le elezioni, più volte anche con ampio margine, con tutto il resto dell’arco costituzionale schierato contro di lui, è un sistema democratico. Dopodiché, i modelli dell’est sono diversi dal nostro? Sì. E questo perché fino agli anni ‘90 li abbiamo abbandonati sotto il giogo sovietico, ora dovremmo dargli una mano». Si tratta, secondo la leader di FdI di “un documento molto politico. Forse non ci siamo resi conto della situazione in cui ci troviamo. C’è un conflitto, la scelta intelligente sarebbe avvicinare le nazioni europee piuttosto che allontanarle. Non possiamo regalare alleati ai nostri avversari“.

«È un testo in cui si dice che l’Ungheria non deve prendere le risorse europee, ma questo va fatto circostanziando quali sono le accuse. Io vorrei che non ci fosse una discrezionalità, cioè dire quanto mi fa simpatia e antipatia il governo di quella nazione, perché poi diventa difficile per tutti. In quel testo c’è una serie di materie risolte da tempo – ha proseguito. – Leggo continuamente di attacchi alla Polonia. Dobbiamo renderci conto che la Polonia si sta caricando tutti i profughi ucraini senza chiedere niente all’Europa. Vogliamo davvero aprire questo fronte? La Polonia, lo dice la Nato, rischia di trovarsi in guerra con la Russia. E noi cosa facciamo? Attacchiamo la Polonia esattamente come l’Ungheria?».

Dall’America il New York Times dedica un reportage alle imprese della possibile prima premier donna in Italia. Giorgia Meloni si candida a “guidare l’Italia” ma “fa preoccupare l’Europa“. Tra i temi del reportage anche la risposta affermativa alla domanda sul giudizio negativo di Benito Mussolini. Secondo il NYT le intenzioni di Meloni sono quelle di rassicurare gli animi globali e allo stesso momento cerca di rassicurare lo zoccolo duro della destra spiegando ai “patrioti” che lei “non è cambiata“. Meloni spiega: «mi accuseranno di essere fascista per tutta la vita ma non mi interessa perché, in ogni caso, gli italiani non credono più a questa spazzatura». Giorgia Meloni è anche tornata sulla questione della fiamma nel simbolo, di memoria MSI, che “non ha niente a che fare con il fascismo, ma è un riconoscimento del viaggio fatto dalla destra democratica nella nostra storia repubblicana”, dice.

Letta: “come in Svezia, centrodestra non esiste”

Secondo il leader del Partito Democratico, Enrico Letta: «in Italia, come in Svezia, quello che è stato un centrodestra moderato ha sostanzialmente alzato bandiera bianca e ha deciso di imbarcarsi dentro un estremismo guidato dalla destra estrema. Oggi, In Italia, come in Svezia, è la destra estrema che guida e per piccole convenienze il vecchio centrodestra moderato si è semplicemente imbarcato, non guida nulla, non dà garanzie di alcun tipo, e credo che questo sia il messaggio più inquietante che viene da queste ultime elezioni, in Svezia e nella situazione politica italiana non esiste più un centrodestra moderato, esiste una destra estrema e il centrodestra ha deciso di mettersi su un percorso guidato dalla destra estrema».

A proposito del voto di Lega e Fratelli d’Italia secondo Letta: «Meloni e Salvini hanno deciso di non condannare le scelte antidemocratiche di Orban. Orban antidemocratico è un problema per l’Europa, e il fatto che Meloni e Salvini abbiano votato in modo diverso da tutti gli altri, è la dimostrazione della inaffidabilità di Meloni e Salvini come potenziali leader del nostro Paese. La scelta di ieri è la dimostrazione che quella che è stata messa nei giorni scorsi è una maschera a uso esclusivo dell’elettorato moderato per cercare di nascondere l’idea di destra estrema che rappresentano Meloni e Salvini con i loro amici Orban e altri, che non a caso hanno deciso di non sanzionare le scelte antidemocratiche di Orban».

Conte: se Salvini e Meloni dalla parte di Orban non sono adatti a governare

Anche il leader del Movimento 5 stelle mette al centro del dibattito la scelta di voto di ieri sull’Ungheria: «ieri Lega e Fratelli d’Italia hanno votato a favore della svolta illiberale dell’Ungheria. Da cittadino, prima che da politico, dico che o la Meloni e Salvini fanno marcia indietro e riconoscono pubblicamente di avere sbagliato su Orban, oppure dico che sono inidonei a governare l’Italia».

Giuseppe Conte spiega: «non spetta a nessuno distribuire patenti di legittimazione democratica. Stiamo parlando della Lega, di Fratelli d’Italia e di partiti che sono nell’arco costituzionale da tempo e ci sono legittimamente e legittimamente possono aspirare al governo di questo paese. Ma ieri si è consumato un passaggio molto serio. Di fronte a una relazione documentata, non a un documento politico, che ha certificato la svolta autocratica dell’Ungheria di Orban e stiamo parlando di un esecutivo che ha messo sotto di se il potere giudiziario, mette il bavaglio ai giornalisti, che costringe e tortura le donne che vogliono interrompere la gravidanza, a costringendole ad ascoltare il battito del feto. Di fronte a questi fatti puntuali, ieri, Fratelli d’Italia e la Lega, al Parlamento europeo, hanno votato a favore di questa svolta, illiberale e autarchica del governo di Orban. Questo fatto è un fatto serio, puntuale».

Fratoianni: reddito di cittadinanza strumento di protezione sociale

Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, ha dichiarato: «il reddito di cittadinanza è uno strumento efficace che va migliorato ma rappresenta uno strumento di protezione sociale».

Secondo Fratoianni è necessario lavorare “per ritornare ai contratti a tempo indeterminato e garantire un salario minimo lordo orario non inferiore ai 10 euro. Tutto questo si interseca con gli obiettivi della transizione ecologica che porterà ad una ridistribuzione del lavoro“. Imprescindibile anche attivare un meccanismo per far crescere pensioni e stipendi per gestire l’aumento del costo della vita.

Fondi russi, Gabrielli oggi al Copasir

Il presidente Urso ha reso noto che l’Italia non risulta tra i Paesi citati dal rapporto dell’intelligence statunitense in merito ai finanziamenti russi. Quest’oggi l’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli, ha avuto un’audizione al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. «Nel corso dell’audizione sono stati forniti elementi, riguardanti le recenti dichiarazioni rese dall’amministrazione Usa in ordine alle attività di ingerenza russa nei processi democratici di diversi Paesi, dai quali non sono emersi profili concernenti la sicurezza nazionale del nostro Paese» ha spiegato Adolfo Urso.

Lista Cappato, Governo si costituisce contro l’ammissione

Gli esponenti della lista Referendum e Democrazia con Cappato hanno reso noto che il governo si è costituito contro l’ammissione della lista. La decisione dell’esecutivo arriva a ridosso dell’udienza, fissata il 19 settembre, per la trattazione del ricorso dei legali della lista. «Di fatto il provvedimento cautelare auspicato dai ricorrenti imporrebbe di differire lo svolgimento delle elezioni» si legge nella memoria dell’avvocato dello Stato depositata a nome del Governo. Nella memoria viene inoltre contestato il riconoscimento della firma digitale.

di: Flavia DELL’ERTOLE

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