La decisione si riferisce a cittadine francesi andate in Siria per combattere tra le fila jihadista ora detenute in campi siriani con i loro figli

La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) si è espressa sulla decisione del tribunale di Parigi di non rimpatriare alcuni cittadini francesi partiti per fare jihad, in particolare 16 donne e 35 minori, attualmente in Siria.

Il caso riguarda due ragazze, oggi di 31 e 33 anni, che nel 2014 e nel 2015 hanno lasciato la Francia per andare in Siria dove hanno preso marito tra le fila jihadiste e avuto due figli a testa. Dal 2019 si trovano detenute insieme ai minori nei campi di Al-Hol e Roj nel nord-est del Paese.

I genitori delle due donne si sono rivolte alla Corte europea dopo il rifiuto delle autorità francesi di rimpatriarle. Secondo loto, infatti, il tale rifiuto viola la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, esponendo figli e nipoti a “trattamenti inumani e degradanti”.

La Grande Camera della CEDU ha ora disposto che “spetta al governo francese riprendere quanto prima l’esame delle richieste dei ricorrenti circondandolo di adeguate garanzie contro l’arbitrarietà”. La decisione verrà analizzata anche da altri 7 Stati Ue, Norvegia, Danimarca, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Spagna e Svezia, che contano cittadini detenuti in Siria.

di: Alessia MALCAUS

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