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Tra i reati contestati anche il caporalato con lo sfruttamento dei dipendenti

Associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture e intermediazione illecita di manodopera. Sono queste le accuse avanzate dalla Procura di Pavia nei confronti di tre soggetti sottoposti oggi a custodia cautelare dalla Guardia di Finanza.

I cinque, di cui tre sottoposti a detenzione in carcere e due ai domiciliari, sono amministratori di fatto, prestanome e dipendenti di una cooperativa operante nel settore dei trasporti sanitari affidataria di appalti pubblici in tutta Italia.

Nel marzo 2021, nell’ambito della stessa indagine, era stati arrestati altri quattro soggetti con relativi sequestri e perquisizioni per “appalti affidati in modo irregolare e non corretta esecuzione di pubbliche forniture“. Nell’ottobre del 2021, inoltre, il Tribunale di Pavia aveva disposto il sequestro preventivo dell’intero patrimonio aziendale, pari a circa cinque milioni di euro, oltre a circa 200 mila euro degli indagati considerati “responsabili dello sfruttamento dei lavoratori“.

Come si legge nella nota diffusa dalla Procura, “per aggiudicarsi tutti gli appalti a cui partecipava, la cooperativa proponeva offerte economiche talmente basse da risultare anti-economiche assicurando, solo formalmente, una folta flotta di mezzi. Il pareggio dei conti era possibile però grazie allo sfruttamento dei dipendenti e al numero di mezzi impiegati che era sensibilmente inferiore a quello richiesto dalle stazioni appaltanti“. Dalle indagini inoltre è anche emerso che la sanificazione delle ambulanze avveniva di rado, mentre “avrebbero dovuto essere eseguite dopo il trasporto di ogni paziente soprattutto in tempo di pandemia da Covid-19“.

di: Alessia MALCAUS

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