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Dopo il riconoscimento della Corte Suprema e dell’uscente Kenyatta, il neo eletto presidente dovrà ricostruire il Paese in profonda crisi finanziaria

Il contestato neo eletto presidente del Kenya, William Ruto, ha prestato oggi giuramento come nuovo capo di Stato. Alla cerimonia allo stadio Kasarani, il più grande di Nairobi, hanno partecipato 10 capi di Stato.

Durante la cerimonia circa 60 persone sarebbero rimaste ferite a causa della calca all’ingresso dello stadio. I feriti più gravi sono stati trasportati all’ospedale principale di Nairobi.

Le elezioni dello scorso 9 agosto erano state rallentate dal mancato riconoscimento della vittoria da parte del presidente uscente Uhuru Kenyatta che sosteneva lo sfidante Raila Odinga. L’ascesa di Ruto, tuttavia, era stata confermata all’unanimità anche dalla Corte Suprema. Odinga aveva contestato a Ruto “frode” nello svolgimento del voto, nonostante gli osservatori indipendenti della comunità internazionale ne avessero elogiato lo svolgimento.

Kenyatta ha poi dovuto cedere la palla, garantendo una transizione “liscia” così come auspicato da Ruto che in un discorso alla comunità ha teso una “mano fraterna” agli oppositori dichiarando “non siamo nemici, siamo tutti kenioti”.

Quella che ora andrà in mano a Ruto, tuttavia, è un Paese piegato da un’inflazione elevata su combustibili, generi alimentari, semi e fertilizzanti e un debito che raggiunge i 70 miliardi di euro, circa il 67% del suo PIL. Tra i punti della sua campagna elettorale ha ha promesso la creazione di un “fondo di risorse” dell’importo di 50 miliardi di scellini kenioti (pari a circa 410 milioni di euro) per concedere prestiti alle piccole imprese.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/Daniel Irungu