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Scattate misure per compensare tagli gas russi. Siccità tiene in scacco il Paese: riserva idrica a livello più basso dal 1995. Intanto Portogallo e Francia in fiamme

La Spagna decide di puntare sul risparmio energetico dopo il taglio dell’export di gas russo, con l’obiettivo di ridurre il più possibile il consumo di gas in linea con le indicazioni dell’Unione Europea.

Uffici, negozi e strutture ricettive non potranno più impostare i sistemi di raffreddamento sotto i 27 gradi, mentre d’inverno il riscaldamento dovrà essere impostato non oltre i 19 gradi.

Legge che, per i negozi, impone di tenere le porte chiuse per i condizionatori e le luci delle vetrine obbligatoriamente spente dopo le 22.00.

Ma il Paese si trova di fronte un altro problema rilevante: a causa della siccità, la riserva idrica è scesa in una settimana al 39,2%, registrando il livello più basso dalla grande siccità del 1995, colpendo particolarmente Galizia, Castiglia e León, Estremadura, Andalusia, Catalogna e Navarra.

Intanto 6 comunità hanno tagliato gli approvvigionamenti e gli ecologisti hanno chiesto al ministero di ridurre “sostanzialmente” l’irrigazione, perché la siccità è dovuta alla “cattiva gestione e al consumo eccessivo di acqua” piuttosto che alla mancanza di pioggia, ritenendo “inaccettabile” che l’accesso all’acqua potabile sia reso difficoltoso per la popolazione mentre “si spende massicciamente per un’attività economica dedicata in gran parte esportare“, come l’irrigazione.

Brucia il Portogallo: impegnati un migliaio di vigili del fuoco e oltre 300 mezzi, con incendi che hanno distrutto aeree equivalenti a 58 mila campi di calcio.

Anche la Francia è in difficoltà sul fronte incendi: nella zona sud-ovest, circa 6mila persone sono state evacuate e almeno 16 case sono state distrutte, oltre alla chiusura di un tratto autostradale fortemente trafficato. Più di 60 chilometri quadrati sono bruciati nelle regioni della Gironda e di Landes.

di: Federico ANTONOPULO

FOTO: ANSA/EPA/STUART PALLEY