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Massacrato di botte il macchinista in soccorso della donna

Una capotreno dopo esser intervenuta perché accortasi di alcune situazioni ambigue in una carrozza, dove l’aria condizionata veniva accesa e spenta in continuazione, oltre ai finestrini bloccati che venivano aperti, è stata accerchiata e palpeggiata da un gruppo di quattro uomini.

Ad aiutarla il macchinista di un regionale fermo, che in risposta è stato riempito di botte.

«La vera soluzione per il problema aggressioni riguarda le infrastrutture e non ci stancheremo mai di chiedere a tutte le parti in causa (Rfi, Regione e aziende) che l’accesso ai binari delle stazioni, e quindi ai treni, avvenga solo con il biglietto. Otto aggressioni su 10 non ci sarebbero più. Bisogna installare i tornelli, ma non solo, anche porte che si aprono solo con l’inserimento del codice del biglietto. Nelle piccole stazioni, ad esempio, si può cominciare a chiudere l’accesso ai binari con reti metalliche e predisporre una sola porta per l’ingresso», afferma un sindacalista Fit-Cisl Emilia-Romagna che sottolinea “l’emergenza” per quanto riguarda le aggressioni al personale delle ferrovie.

di: Federico ANTONOPULO

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