ANSA/Riccardo Antimiani / Z72

“Il Papa filorusso? Sua condanna aggressione è inequivocabile” ha affermato il cardinale Segretario di Stato

Durante un’intervista rilasciata a Limes, il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, si è espresso in merito al conflitto bellico in Ucraina, sottolineando come “il disarmo è l’unica risposta adeguata e risolutiva a tali problematiche, come sostiene il magistero della Chiesa. Si tratta di un disarmo generale e sottoposto a controlli efficaci. In questo senso, non mi pare corretto chiedere all’aggredito di rinunciare alle armi e non chiederlo, prima ancora, a chi lo sta attaccando“.

In merito alla posizione della Chiesa sulle armi, il cardinale è stato chiaro: «Quanto al ricorso alle armi, il catechismo della Chiesa cattolica prevede la legittima difesa. I popoli hanno il diritto di difendersi, se attaccati. Ma questa legittima difesa armata va esercitata all’interno di alcune condizioni che lo stesso catechismo enumera: che tutti gli altri mezzi per porre fine all’aggressione si siano dimostrati impraticabili o inefficaci; che vi siano fondate ragioni di successo; che l’uso delle armi non provochi mali e disordini più gravi di quelli da eliminare. Il catechismo, infine, afferma che nella valutazione di questa problematica, gioca un ruolo importante la potenza dei moderni mezzi di distruzione. Per tali ragioni, papa Francesco, nell’enciclica Fratelli tutti afferma che non si può più pensare alla guerra come a una soluzione, perché i rischi saranno probabilmente sempre superiori all’ipotetica utilità che le viene attribuita», ha specificato Parolin.

In conclusione, il cardinale sottolinea come affermare che il Papa sia filorusso è una “semplificazione” che non considera il fatto che “Papa Francesco ha condannato fin dal primo istante, con parole inequivocabili, l’aggressione russa dell’Ucraina, non ha mai messo sullo stesso piano aggressore e aggredito né è stato o apparso equidistante“.

di: Federico ANTONOPULO

FOTO: ANSA/Riccardo Antimiani / Z72