caroline kennedy

L’ambasciatrice Usa in Australia ha incontrato i figli dei locali della resistenza civile che salvarono il futuro presidente e il suo equipaggio nella battaglia di Guadalcanal

Quella di John Fitzgerald Kennedy disperso nelle Isole Salomone è storia vecchia ma mai dimenticata della Seconda guerra mondiale e torna a vivere proprio oggi, con la visita della figlia dell’ex presidente Caroline, ambasciatrice in Australia, ai figli dei due locali che salvarono suo padre.

I fatti risalgono alla sanguinosa battaglia di Guadalcanal, quando i giapponesi e gli americani si scontrarono duramente proprio sull’isola di Guadalcanal, nelle Salomone meridionali in mezzo al Pacifico fra l’agosto del 1942 e il gennaio del 1943.

Qui Kennedy, all’epoca comandante del pattugliatore Pt-109, venne speronato da un cacciatorpediniere nipponico ma riuscì a portare in salvo l’equipaggio su un’isoletta, controllata proprio dai giapponesi. È qui che entrano in scena Eroni Kumana e Biuku Gasa, due civili della resistenza locale che fecero da tramite fra Kennedy e un contatto australiano trasportandogli una noce di cocco sulla quale il futuro presidente mandava un messaggio di allerta.

L’equipaggio di Kennedy venne infine tratto in salvo dagli alleati. In occasione del suo giuramento presidenziale nel 1961 JKF invitò Kumana e Gasa alla cerimonia ma le autorità delle Isole non acconsentirono al viaggio.

Oggi Caroline ha incontrato il figlio di Kumana e la figlia di Gasa, consegnando loro una replica della celebre noce di cocco.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/LUKAS COCH