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I balneari protestano per il Ddl Concorrenza, arrivato in aula alla Camera oggi

Approda alla Camera il Ddl Concorrenza, dopo lo stralcio dell’articolo 10 che avrebbe consentito la liberalizzazione del settore dei taxi e la proroga al 2024 delle concessioni demaniali.

Nel testo sono contenute norme che riguardano trasporti, semplificazione delle autorizzazioni per le attività di impresa e rafforzamento dei poteri dell’Antitrust. Ma anche misure sui porti, sulle telecomunicazioni, sui rifiuti, sulle società partecipate, sui rimborsi diretti estesi per l’Rc auto, sulla concorrenza nei servizi, sul gas e sui servizi idroelettrici.

Il Ddl deve essere approvato prima della pausa estiva per consentire entro la fine dell’anno l’ulteriore approvazione dei decreti delegati, come previsto dal Pnrr. Una volta approvato, per essere in regola con le indicazioni del Pnrr sarà necessario dare il via anche a tutti i provvedimenti attuativi entro la fine dell’anno.

Tuttavia il Ddl Concorrenza è stato accolto da numerose proteste e, dopo i taxi, anche i balneari alzano la voce: «in questa situazione di vuoto di governo, – dichiara Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia – l’emergenza del comparto turistico si fa ancora più urgente e necessita di essere sostenuta a livello istituzionale. Federbalneari Italia chiede alle forze politiche, in vista dell’approvazione del Ddl Concorrenza, per la questione balneare di rendersi conto delle difficoltà congiunturali ed economiche che sta attraversando il nostro paese. Crediamo che debba essere il prossimo governo politico ad occuparsi di concessioni demaniali e che le forze politiche, all’interno del futuro dibattito parlamentare, non debbano esimersi dal sostegno a decisioni importanti per il settore balneare in relazione al valore di PIL turismo pari ad oltre il 4% che questo settore rappresenta per il turismo del nostro paese».

I balneari chiedono lo stralcio della norma che mina un sistema di privilegi regolamentando il settore.

Tra le altre norme:

  • l’articolo 5 riguarda i porti e prevede che un decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili definisca i criteri sulle concessioni.
  • l’articolo 6 vuole valorizzare le reti di distribuzione degli enti locali e rendere più veloci le procedure per le gare.
  • l’articolo 7 riguarda le concessioni idroelettriche: le Regioni fisseranno i criteri che dovranno essere seguiti per effettuare le gare. Le procedure dovranno essere fissate entro la fine del prossimo anno. Sono previsti alcuni indennizzi per i concessionari uscenti.
  • l’articolo 8 e l’articolo 9: il primo delega al Governo il riordino della materia dei servizi pubblici locali, mentre il secondo prevede un taglio del Fondo nazionale trasporti per gli enti locali che abbiano affidato i servizi senza procedure di evidenza pubblica o tramite gare non conformi.
  • l’articolo 13 disciplina le colonnine di ricarica “mediante procedure competitive, trasparenti e non discriminatorie, nel rispetto del principio di rotazione” e che prevedano “l’applicazione di criteri premiali per le offerte in cui si propone l’utilizzo di tecnologie altamente innovative”.
  • l’articolo 15 interviene sulle tariffe rifiuti e prevede nuovi compiti per l’Arera e modifiche al Codice dell’ambiente ove si prevede la stipula di un accordo di programma su base nazionale tra Conai e sistemi autonomi e tutti gli operatori del comparto di riferimento con l’Anci, con l’Upi o con gli Enti di gestione di Ambito territoriale ottimale.
  • gli articoli dal 16 al 22 riguardano la Salute e sono tra i più corposi: riguardano il servizio farmaceutico, le licenze dei medicinali, l’accesso al servizio sanitario, l’accreditamento delle strutture, le procedure di selezione per la dirigenza sanitaria.
  • infine, l’articolo 33 integra la disciplina dell’abuso di dipendenza economica nell’attività di subfornitura tra imprese, introducendo «una presunzione relativa di dipendenza economica» nelle relazioni commerciali con un’impresa che offre i servizi di intermediazione di una piattaforma digitale.

Sul dl Aiuti, tra gli altri “affari correnti” del Governo dimissionario, interviene la vice ministra dell’Economia, Laura Castelli, annunciando che l’Esecutivo sta valutando l’ipotesi di azzerare l’Iva su pane e pasta e ridurla dal 10 al 5% su carne e pesce.

«È un piano concreto ed eventualmente alternativo o aggiuntivo ai 200 euro. Si stanno valutando i costi di entrambe le misure e soprattutto quali siano le più impattanti sulla vita degli italiani, interverremo in questo senso nel decreto di luglio – ha dichiarato ai microfoni di Radio 24. – Stiamo riassestando in queste ore il decreto, le risorse che vengono dall’assestamento sono di più, stiamo contando perché l’aumento dei tassi di interesse erode un po’ queste risorse, ma non è una misura in deficit come tutti i decreti che abbiamo fatto quest’anno. Se non fosse caduto il Governo probabilmente avremmo fatto questo decreto di luglio e anche altri interventi prima della legge di bilancio» – ha poi commentato.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA