EPA/THOMAS SAMSON

Il processo per gli attentati del 13 novembre 2015 si conclude con le condanne del 29 giugno

Salah Abdeslam, l’unico presunto autore sopravvissuto degli attacchi terroristici a Parigi del 13 novembre 2015 non ha presentato ricorso contro la condanna all’ergastolo dello scorso 29 giugno.

Il processo si conclude qui: la corte d’Assise speciale di Parigi “ha quindi acquisito oggi un carattere definitivo e quindi non ci sarà processo d’appello“. Ad annunciarlo è il procuratore generale Rémy Heitz, aggiungendo che nessun altro dei detenuti ha deciso di presentare ricorso.

Il termine di ricorso di 10 giorni è scaduto lo scorso lunedì a mezzanotte.

Sulla decisione di Abdeslam sono intervenuti anche i suoi avvocati, Olivia Ronen e Martin Vettes: «per ragioni sue – hanno spiegato – ha rinunciato al ricorso contro la sua condanna del 29 giugno 2022. Ciò non significa che aderisca al verdetto ma che vi si sia rassegnato. Se una sentenza del genere è inaccettabile, rispettiamo la decisione della persona che stiamo assistendo. Non c’è onore nel condannare un vinto alla disperazione».

È intervenuto anche Georges Salines, ex presidente dell’associazione 13onze15 e padre di una vittima degli attentati della Bataclan: «l’assenza di un ricorso, e quindi di un secondo processo, sarà soprattutto una soddisfazione per moltissime vittime. Si tratta di un risultato che nessuno (me compreso) si aspettava poche settimane o addirittura giorni fa, e che va attribuita all’abilità dimostrata dal tribunale nel suo verdetto – scrive su Twitter. – Il caso Abdeslam mi turba: se non si appella contro la pena massima di diritto francese, dopo averne chiesto lui stesso che non gli venga applicata, è probabilmente contro il parere dei suoi consiglieri e questo mostra una mancanza di fiducia nella nostra giustizia».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/THOMAS SAMSON