nicola gratteri

Con una lettera aperta indirizzata al Governo il gruppo chiede il riconoscimento del ruolo del magistrato nella lotta alla Mafia

A Genova diverse persone hanno preso parte alla manifestazione indetta per esprimere solidarietà nei confronti dei procuratore Nicola Gratteri. La protesta è stata promossa da Agende Rosse Liguria gruppo Falcone e Borsellino e si è svolta davanti alla prefettura del capoluogo.

I manifestanti hanno consegnato una missiva al viceprefetto vicario Valerio Massimo Romeo e alla viceprefetto capo del Gabinetto Veronica Frassinetti. La lettera, con preghiera di inoltro al presidente del Consiglio e a tutto il Governo, ha ricevuto il pieno sostegno delle autorità, compreso l’assessore comunale alla sicurezza Gambino.

Il documento esprime preoccupazione per l'”indifferenza” del Governo di fronte al ruolo di Gratteri nella lotta alla mafia, oltre a “rimproverare” la mancata nomina del procuratore alla guida della Direzione nazionale antimafia: «noi non vogliamo più piangere, ma qualcosa ci angoscia profondamente. Non apprezziamo che Gratteri non sia stato posto in posizione di assoluta importanza nell’ambito della Direzione nazionale antimafia. Siamo fortemente turbati e critichiamo, inoltre, il fatto che l’attuale Governo non abbia mai pronunciato la parola “mafia”: forse non v’è tra le priorità nell’agenda dell’Esecutivo, quella di porre fine a questo fenomeno».

Il magistrato, come ricorda il documento, da quasi 20 anni “lotta contro le organizzazioni mafiose” e “i procedimenti giudiziari seguiti alle sue indagini hanno portato a migliaia di arresti, centinaia di condanne ed hanno dimostrato e certificato la diffusione e la ramificazione di queste organizzazioni non solo al di fuori dei territori di origine, ma in tutta Italia e nel mondo“.

«Proprio a seguito di tali successi, il Dottor Gratteri è divenuto un obiettivo primario della malavita organizzata – proseguono – lo dicono le intercettazioni, lo dice la storia dei suoi predecessori Chinnici, Falcone e Borsellino, lo dice il buonsenso, lo ha recentemente confermato l’FBI statunitense (rivelando un progetto di attentato nei suoi confronti proveniente dal Sudamerica)».

«Tutti i cittadini che hanno pianto davanti alle immagini di Capaci e di Via D’Amelio non vogliono più piangere» concludono.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/SALVATORE MONTEVERDE