È stato convocato un vertice straordinario dei ministri Ue dell’energia per il prossimo 26 luglio. Durante il voto si spacca la maggioranza Ursula

Il Parlamento europeo ha approvato gas e nucleare green. Al termine della riunione è stato anche convocato un vertice straordinario dei ministri Ue dell’energia, in programma per il prossimo 26 luglio.

Il voto ha spaccato la cosiddetta “maggioranza Ursula” a Strasburgo, che fra gli eurodeputati italiani comprende i sostenitori del Governo Draghi.

Il Ppe e gran parte di Renew hanno respinto la proposta di bocciare l’atto della Commissione, votando di fatto in favore del provvedimento insieme alle destre di Ecr e Id. I Verdi, la Sinistra e S&D hanno invece votato contro la proposta sostenendo la bocciatura dell’atto.

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen è intervenuta stamattina alla plenaria del Parlamento europeo e ha messo in guardia gli Stati membri sulle prossime mosse in tema di gas.

«Dobbiamo prepararci a ulteriori interruzioni della fornitura di gas, anche a un taglio completo dalla Russia. Oggi, complessivamente, 12 Stati membri sono direttamente interessati da riduzioni parziali o totali dell’approvvigionamento di gas. È ovvio: Putin continua a usare l’energia come arma. Questo è il motivo per cui la Commissione sta lavorando a un piano di emergenza europeo. Presenteremo questo piano e gli strumenti necessari entro la metà di luglio».

Intanto in Norvegia è stato fermato lo sciopero del settore petrolifero e del gas che ieri ha portato alla chiusura di tre giacimenti. Per risolvere la situazione è intervenuto il Governo di Oslo che ha deferito a un comitato indipendente la controversia sui salari dopo che il gruppo Norwegian Oil and Gas Association aveva avvertito che l’astensione minaccia di causare il taglio di esportazioni di gas dalla Norvegia di quasi il 60%.

«L’annunciata escalation sarebbe particolarmente critica nella situazione odierna, sia tenendo conto della crisi energetica sia per la situazione geopolitica in cui ci troviamo, con una guerra in Europa. È ingiustificabile permettere che la produzione di gas si fermi», ha spiegato il ministro del Lavoro norvegese Marte Mjos Persen.

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK