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D’Incà: complessità politiche nelle richieste parlamentari del superbonus

Un’intera giornata di mediazioni non è stata sufficiente per trovare una quadra in merito al decreto Aiuti così domani si andrà verso la richiesta del voto di fiducia sul provvedimento.

Il ministro D’Incà, in contatto con la presidenza del consiglio, ha cercato di trovare l’intesa e dopo aver “sondato tutte le forze della maggioranza per capire se fosse possibile trovare un accordo per evitare di porre la questione di fiducia sul decreto Aiuti. Questo si è reso necessario per venire incontro a richieste parlamentari di miglioramento del testo, in particolare nella parte relativa al superbonus. La complessità politica della vicenda ha imposto il massimo approfondimento e il coinvolgimento dei gruppi parlamentari, determinando un ritardo nell’andamento dei lavori. Con la presidenza del Consiglio valuteremo nelle prossime ore come procedere“.

L’alta probabilità che la questione si concluda con u voto di fiducia e nessuna modifica al testo potrebbe aumentare la tensione dei 5 stelle, in vista del tanto atteso incontro tra Draghi e Conte.

Secondo fonti parlamentare di M5S e PD, però, le tensioni interne al governo arriverebbero anche da Lega e Forza Italia che si sarebbero indispettiti per la troppa attenzione dedicata alle richieste dei 5 Stelle. La Lega poi attacca PD e 5Stelle e si dice “increduli per lo spettacolo offerto dal campo largo che si sta stringendo a vista d’occhio. Siamo fermi da tutto il giorno per i litigi interni al centrosinistra che rischiano di bloccare 15 miliardi di aiuti per famiglie e imprese italiane“.

La smentita arriva dalla capogruppo Serracchiani: «nessun attrito, nessunissima tensione tra Pd e M5S. Per quanto riguarda il Pd riteniamo che il lavoro in commissione sia stato proficuo. Se si può migliorare un testo, come con il superbonus che va nell’interesse degli italiani, noi siamo sempre favorevoli. Nessunissima tensione tra Pd e M5S, citofonare centrodestra».

di: Flavia DELL’ERTOLE

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