Un pirata informatico anonimo avrebbe sottratto 23 terabyte di dati da un server di Alibaba Cloud

Un hacker che si fa chiamare ChinaDan starebbe vendendo per 10 Bitcoin – pari a 200 mila dollari circa – i dati di oltre un miliardo di cittadini cinesi che avrebbe sottratto da un database della polizia di Shanghai.

Contenuti, nomi, indirizzi, date di nascita, numeri dei documenti di identità, numeri telefonici e dettagli di rilevanza penale: questo sarebbe il contenuto del furto di 23 terabyte rivendicato dal pirata informatico. I dati coinvolgerebbero anche gli abitanti del Tibet.

Non tutti però credono alle affermazioni dell’hacker, sebbene quello della gestione dei dati è un problema fortemente sentito in Cina dove le autorità tengono sotto stretta sorveglianza i cittadini per affermate questioni di sicurezza. Intanto il social di microblogging Weibo ha censurato l’hashtag relativo all’accaduto, Shanghai data leak.

Secondo l’analista Robert Potter, cofondatore del gruppo di cybersicurezza Internet 2.0, i dati sarebbero stati sottratti da un server di Alibaba Cloud, presente negli archivi di polizia di Shanghai. 

di: Alessia MALCAUS 

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