Sono incensurati, un uomo e una donna nati in Italia da famiglie di origine kosovara

A Trento i carabinieri del Ros hanno fermato due persone, entrambe incensurate, indagate per associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, arruolamento ed addestramento con finalità di terrorismo anche internazionale.

Si tratta di un uomo e di una donna nati in Italia da famiglie di origini kosovare, inseriti nel contesto sociale, di lavoro e di studio, che però da diverso tempo avrebbero intrapreso un percorso di radicalizzazione reso possibile ed efficace dalla propaganda jihadista sul web. Dalle indagini del Ros è emerso che gli indagati si sarebbero addestrati per compiere atti violenti e avrebbero progettato di compiere in Italia un attentato con ordigni esplosivi, in nome dell’organizzazione terroristica “Stato Islamico”.

Per l’uomo è stata disposta la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari, con obbligo di braccialetto elettronico, necessaria secondo le autorità per garantire un percorso di deradicalizzazione dell’indagato, nel quale avrà un ruolo fondamentale la famiglia di origine, perfettamente integrata nel tessuto sociale italiano.

«Sul posto di lavoro il ragazzo, diplomato perito chimico, è riuscito ad approvvigionarsi di sostanze chimiche per realizzare un ordigno a base di perossido di acetone, lo stesso potente esplosivo utilizzato negli attentati in Spagna, Londra e Belgio. Se non lo avessimo fermato avrebbe potuto sintetizzare fino a 400 grammi di esplosivo, equivalenti a 3 etti di tritolo», ha spiegato il generale dei Ros in conferenza stampa.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA