Nasser Al-Khelaifi EPA/YOAN VALAT

Il presidente del PSG e proprietario del BeIn Media Group del Qatar era stato accusato di “istigazione alla gestione leale aggravata” insieme all’ex segretario generale della Fifa Valcke

La Corte d’Appello del Tribunale penale federale svizzero di Bellinzona ha assolto Nasser Al-Khelaïfi, il magnate proprietario del Paris Saint-Germain e del BeIn Media Group. Il miliardario qatarino era stato accusato di “istigazione alla gestione sleale aggravata”.

Per lo stesso motivo Al-Khelaïfi era già stato assolto in primo grado nell’ottobre 2020, nell’ambito di un procedimento penale iniziato nel 2017 per la concessione dei diritti televisivi dei Mondiali Fifa del 2026 e del 2030 sul canale del Qatar BeIn Sports.

«Dopo un’incessante campagna di sei anni da parte dell’accusa – che ogni volta ha ignorato i fatti fondamentali e la legge – il nostro cliente è stato, ancora una volta, completamente e completamente scagionato. Anni di accuse infondate, accuse fittizie e diffamazioni implacabili si sono rivelate completamente e assolutamente infondate, due volte» rivendica la difesa di Al-Khelaïfi.

Il processo ha visto anche l’assoluzione dell’ex segretario generale della Fifa Jérôme Valcke, che però è stato condannato a 11 mesi per “corruzione passiva ripetuta” e “falsificazione ripetuta di titoli” in un fascicolo a parte riguardante l’attribuzione dei diritti televisivi. I suoi avvocati hanno già annunciato ricorso dinanzi al Tribunale federale di Losanna.

Secondo l’accusa in cambio della concessione dei diritti all’emittente di proprietà del magnate qatarino, Valcke avrebbe ricevuto da Al-Khelaïfi “vantaggi indebiti” per un valore compreso fra 1,4 e 2,3 milioni di euro, compreso “l’uso esclusivo senza canone di locazione” di Villa Bianca in Sardegna da marzo 2014 a settembre 2015.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/YOAN VALAT