corte suprema usa EPA/MICHAEL REYNOLDS

Michael Nace aveva chiesto la fucilazione che però in Georgia non è autorizzata

Negli Stati Uniti fa discutere un nuovo caso di pena di morte in Georgia. Un condannato a morte aveva infatti impugnato il protocollo statale per non ricevere l’iniezione letale allo scopo di evitare una grave sofferenza.

La Corte Suprema Usa ha accolto il suo ricorso affermando che il detenuto può rifarsi a una legge federale sui diritti civili che consente alle persone di appellarsi alle decisioni quando i loro diritti costituzionali vengano violati e dunque arrivare anche a mettere in discussione il potenziale metodo di esecuzione.

Il detenuto aveva scelto il metodo della fucilazione; al momento però questa modalità di esecuzione non è autorizzata in Georgia.

Michael Nace è stato condannato a morte nel 2002 e per lui il protocollo di iniezione letale costituirebbe una procedura particolarmente crudele vista la compromissione delle sue vene.

Nel 1993 Nace aveva rubato un’auto per rapinare una banca in Georgia con un passamontagna. I cassieri gli avevano però consegnato i soldi inserendo nella borsa anche del colorante rosso per macchiare le banconote e gas lacrimogeni; a quel punto Nace aveva abbandonato il bottino e, nella fuga, in un parcheggio vicino aveva sparato a un passante tentando di rubargli l’auto, prima di essere fermato.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/MICHAEL REYNOLDS