Sull’Ucraina: “le armi ad oltranza non solo la soluzione, il mondo ora chiede diplomazia”

Matteo Salvini commenta lo strappo tra Luigi Di Maio e il Movimento5Stelle.

«Con una guerra in corso avere un ministro degli Esteri senza un partito non è il massimo della vita – dice ai microfoni di Rtl 102.5. – Io non metto il becco in casa altrui, nè sono io a chiedere poltrone, ma dico che i problemi degli italiani non sono Conte e Di Maio, ma il caro bollette, la siccità. Spero che i 5stelle non occupino le pagine dei giornali per i prossimi 15 giorni e che invece delle piccole beghe si torni a parlare della vita reale».

Sulla risoluzione di maggioranza per l’invio di aiuti in Ucraina, poi, ha aggiunto: «ieri Mario Draghi in Parlamento ha parlato di pace. Io spero che, non come dice Boris Johnson, non ci sia una guerra ad oltranza perché sarebbe un disastro. Aiutare l’Ucraina è stato l’obiettivo di tutto il mondo, ma dopo quattro mesi dall’inizio del conflitto il mondo ora chiede diplomazia, dialogo. Noi stiamo aiutando economicamente, accogliendo i profughi. Però le armi ad oltranza non sono la soluzione» – conclude.

Il leader di Azione, Carlo Calenda, ospite a Omnibus su La7, esclude la possibilità di un dialogo con Di Maio. «È esattamente la stessa cosa che abbiamo visto nel corso di tutta questa legislatura, cioè persone che prendono posizioni a seconda di quello che gli conviene, non mostrando alcuna coerenza né, aggiungo, rispetto verso i propri elettori. E dunque io non credo che noi dobbiamo dare spazio a questo modo di fare politica» – afferma.

Continua: «se c’è il 50% degli elettori che non va a votare è per questo modo di fare politica, e quindi per quello che ci concerne mi fa piacere avere la possibilità di ribadirlo: Azione, insieme a Più Europa, io insieme a Emma Bonino, alle tante liste civiche che anche in queste elezioni hanno avuto ottimi risultati, costruiremo un’area liberal progressista che andrà indipendente dai due poli. E i cittadini potranno scegliere se rivotare le stesse coalizioni solo più contraddittorie, più fratturali, più divise e, quello che sappiamo, senza cultura di governo, incapaci di governare, o provare invece a votare questa nuova area che si proporrà di continuare con Mario Draghi per i prossimi cinque anni, e da questo non cambieremo linea» – conclude.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA