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Medveded attacca i leader occidentali: “Draghi non è Berlusconi e Scholz non è Merkel”

«Il piano di pace è possibile dopo che l’Ucraina avrà soddisfatto tutti i requisiti della parte russa. L’Ucraina sa molto bene quali sono». A pronunciare queste parole è il portavoce del Cremlino, Dimitry Peskov, citato da Ria Novosti.

Intanto Sergei Lavrov e Dmitry Medvedev, rispettivamente ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, continuano ad attaccare l’Occidente.

Il primo in visita a Teheran per un incontro con il presidente della Repubblica islamica Ebrahim Raisi, ha dichiarato, citato dal Guardian: «tutti i Paesi che subiscono l’influenza negativa delle politiche egoistiche degli Stati Uniti e dei suoi Paesi satelliti hanno la necessità oggettiva di “riconfigurare” i propri legami economici in modo tale da non dipendere dai capricci dei nostri partner occidentali».

L’ex presidente delle Federazione, invece, rivolge nuove parole al vetriolo ai leader europei. «Senza offesa per nessuno – scrive su Telegram, – ma è evidente a tutti che Mario Draghi non è Silvio Berlusconi e Olaf Scholz non è Angela Merkel. Si tratta di persone nuove e di una nuova era di Governo, a mio avviso tutt’altro che ottimale».

E ancora: «il problema della degenerazione della politica europea è soprattutto legato al fatto che è diventata una pallida riserva dei solisti americani. Charles de Gaulle potrebbe opporsi a qualsiasi presidente americano. E ora quali europei lo faranno senza stringersi la mano? Non pensano al futuro. Sono limitati solo dai loro flaccidi obiettivi elettorali. Da molto tempo – prosegue Medvedev – sono in contatto con leader stranieri e posso constatare quanto il livello dei politici occidentali si sia abbassato. Negli ultimi 20 anni è accaduto letteralmente davanti ai miei occhi. Ovviamente, in Europa non sono rimasti politici come Helmut Kohl, Jacques Chirac o Margaret Thatcher. Non si tratta, ovviamente, di coloro che a volte vengono definiti filo-russi, anche se i politici forti non sono mai stati russofobi. La questione è completamente diversa».

Conclude: «questo crea problemi non solo al mondo occidentale, ma anche a noi, alla Russia. Il calibro dei politici sta inesorabilmente diminuendo. Come ha giustamente osservato Vladimir Putin, “dopo la morte del Mahatma Gandhi, non c’è più nessuno con cui parlare”».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/YURI KOCHETKOV