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Il ministro degli Esteri ha accusato l’Occidente di fare una “politica assolutamente senza scrupolo” innescando una “tragedia universale”

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov non sembra intenzionato a voler continuare i negoziati con l’Ucraina.

«Non ha senso continuare a negoziare con Kiev nelle stesse forme che si sono sviluppate negli ultimi 8 anni – ha dichiarato Lavrov in un’intervista alla tv di Stato bielorussa, riportata dalla Tass[L’Ucraina, NdR] ha rotto l’accordo rotto di Maidan del febbraio 2014 e poi gli accordi di Minsk».

Oggi il ministro degli Esteri ha incontrato l’omologo iraniano Hossein Amir-Adollahian. Con l’occasione il rappresentante del Cremlino ha voluto ribadire che “non c’è nessun collegamento tra l’operazione militare speciale russa in Ucraina e la crisi alimentare“.

«Gli sforzi che vengono adesso esercitati dalla Turchia e dal segretario generale dell’Onu avrebbero avuto effetto tempo fa se l’Ucraina e i suoi padrini occidentali avessero risolto il problema dello sminamento dei porti del Mar Nero» incalza Lavrov, secondo cui l’Occidente starebbe perseguendo una “politica assolutamente senza scrupolo” nel tentativo di “fare delle quantità di grano rimaste in Ucraina una tragedia universale“.

«Tutti sanno che questo grano rappresenta meno dell’1% della produzione globale di grano e di altre colture cerealicole» aggiunge Lavrov, ricordando che ora spetta gli ucraini lasciar uscire le navi straniere “tenute in ostaggio lì“.

In nessun modo, conclude il ministro, si dovrà “usare questo problema come un espediente che distragga l’attenzione dai fallimenti e dagli errori commessi dall’Occidente nella politica mondiale e nel commercio di cibo e fertilizzanti, in particolare“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/RUSSIAN FOREIGN AFFAIRS MINISTRY