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Il Presidente Macron cerca di smussare gli angoli e trovare un’intesa, ma le opposizioni non ci stanno

L’aria in Francia è pesante. Non solo per il caldo anomalo che la investe, ma anche per le tensioni politiche che ora Emmanuel Macron si trova a dover gestire.

Nel tentativo di raggiungere delle “soluzioni costruttive” il presidente ha incontrato i leader dei partiti, ma la maggioranza sembra un’obiettivo ben lontano.

Christian Jacob, il presidente dei Republicains, è stato il primo ad essere incontrato. Jacob ha dichiarato ai giornalisti ti aver riferito al presidente che il partito non intende appoggiare Macron, non segue “una logica di coalizione” ha spiegato.

Dal Partito Socialista Macron riceve un timido segnale di apertura, il segretario Olivier Faure ha chiarito che il partito è disposto “ad andare avanti” ma solo se il governo intendesse prendere in considerazioni le misure sul potere d’acquisto come l’aumento del salario minimo.

Dall’alleato Modem arriva la fiducia a Macron, ma il presidente del partito Francois Bayrou ha sottolineato come la Francia abbia “dato un messaggio molto forte, se non violento” in questa tornata elettorale “e nessuno può ignorarlo“, l’unica strada perseguibile per Bayrou è “avvicinarci il più possibile all’unione nazionale“.

Marine Le Pen ha spiegato ai giornalisti che “con il presidente Macron abbiamo parlato dei problemi dei francesi e gli ho detto che alcuni temi vanno affrontati con urgenza, come quello riguardante il potere di acquisto, ma ho anche evidenziato la mia forte preoccupazione per una immigrazione fuori controllo e ho chiesto il referendum di iniziativa cittadina e la proporzionale“, la leader del partito di destra Rassemblemnt National ha inoltre voluto sottolineare che “è legittima la nostra richiesta di avere la presidenza della commissione Finanze e anche quella di avere un vice presidente“.

Dal leader della sinistra e del partito Nupes Jean-Luc Melenchon (che non è andato all’Eliseo a incontrare il Presidente) la premier Elisabeth Borne “non ha alcuna legittimità” e deve sottoporsi al voto di fiducia dei deputati.

Da quanto emerge dalle dichiarazioni del deputato Fabien Roussel Macron starebbe cercando di costituire un “governo di unità nazionale” per trovare “vie d’uscita alla situazione politica“. Il presidente avrebbe chiesto a Roussel la disponibilità “a lavorare in un governo di unità nazionale” per arrivare alla “soluzione per tirare fuori il paese dalla crisi“. A seguito delle consultazioni il segretario del Partito comunista francese ha spiegato che Macron “pensa alla costituzione di un governo di unione nazionale se ci saranno i partiti per partecipare“.

In quelle ore Borne aveva rassegnato le dimissioni, respinte da Macron. La portavoce del governo Olivia Gregoire ha reso noto che la premier incontrerà i presidenti dalla nuova Assemblea Nazionale. Per la presidenza dell’Assemblea sono stati fatti i primi nomi: Eric Woerth (ex Republicains passato con Macron), Joel Giraud (ex ministro della Coesione territoriale nel governo di Jean Castex), e Annie Genevard, (eletta deputata con i Republicains).

di: Flavia DELL’ERTOLE

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