I dimostranti avrebbero saccheggiato negozi e perquisito automobili di proprietà ruandese

A Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, una manifestazione anti-Ruanda è sfociata in saccheggi. Stando a quanto riferito, i dimostranti avrebbero saccheggiato i negozi di proprietà ruandese e perquisito automobili sospettate di trasportare cittadini ruandesi.

La polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla e almeno un manifestante è rimasto ferito.

Sono migliaia le persone cha da giorni protestano contro il Ruanda dopo che il Governo congolese ha accusato Kigali di sostenere il gruppo armato ribelle Movimento 23 marzo (M23), combattenti tutsi di etnia congolese che, secondo le autorità della Repubblica Democratica del Congo, sono appoggiati dal Ruanda. Secondo Kinshasa, infatti, il gruppo avrebbe sferrato degli attacchi nell’Est congolese.

Nei giorni scorsi centinaia di persone hanno marciato nella capitale Kinshasa chiedendo la rottura delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

«Trovandomi a Goma, avverto che la popolazione è preoccupata per l’eventuale precipitare della situazione, anche se tende a mascherare la paura – ha dichiarato Francesco Barone, docente dell’Università dell’Aquila noto per le sue missioni umanitarie in Africa – si intensificano i combattimenti nel Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, in particolare nei territori di Rutshure e Nyiragongo. Continuano gli scontri tra i ribelli M23 e i soldati congolesi. Durano da circa 25 anni i conflitti nell’est della Repubblica Democratica del Congo e hanno provocato la morte di migliaia e migliaia di persone. Come sempre, le cause sono da attribuire l’accaparramento delle risorse e delle materie prime. Quindi cause economiche. Il Governo di Kinshasa accusa il governo ruandese di aver collocato i suoi soldati nel territorio congolese”, riferisce il professore. “L’escalation è maturata anche a seguito dell’arresto di due soldati ruandesi da parte dei soldati congolesi. L’episodio si è verificato nel maggio scorso nel territorio del Nord Kivu. Intanto, sono diverse le manifestazioni organizzate nella città a difesa della pace e per opporsi con determinazione a qualsiasi conflitto armato, che provocherebbe altre migliaia di vittime. In queste giornate sono frequenti i rumori degli elicotteri Monusco (la missione dell’Onu per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo) che sorvolano i territori in attività di ricognizione. Si ritiene che siano più di 70mila le persone che stanno cercando rifugio in Uganda».

di: Francesca LASI

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