lamorgese ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

La ministra ha anche rilanciato la necessità di una nuova legge per rivalutare stipendi, incarichi dei presidenti di seggio e facoltà gestionali dei Comuni

Il primo punto all’ordine del giorno nel question time di oggi ha interpellato la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese sui ritardi nell’apertura dei seggi a Palermo per il voto alle amministrative.

A tal proposito, la ministra ha ribadito il ruolo della Prefettura, le cui sollecitazioni sono state svolte “nel pieno rispetto” delle loro competenze che “non contemplano alcun potere sostitutivo” rispetto alla Regione Sicilia cui spettava “il potere per affrontare una situazione del genere” e di “gestire le elezioni locali, con il governo che non può sostituirsi“.

La vicenda, ha spiegato ancora la guardasigilli, ha riguardato in totale circa 200 persone, divisi fra 170 presidenti di seggio e 30 scrutatori e “non è stato un caso isolato e inedito“.

«Numerose rinunce si sono verificate non solo a Palermo, ma anche in altre grande città, senza gli effetti che si son visti lì» prosegue la ministra.

Ad ogni modo, la presenza di numerose denunce stimola “l’avvio di una riflessione parlamentare con conseguente risposta sul piano legislativo, anche dal punto di vista remunerativo“, oltre che per “valutare l’incarico del presidente e dare più facoltà ai Comuni per gestire meglio le emergenze ai seggi“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI