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Aveva 6 mogli e 14 figli, fu accusato di violenze, stupri e percosse e condannato a 26 anni

Nella prigione di Ayalon a Ramle è stato trovato morto Daniel Ambash, leader di una setta che professava la poligamia. La notizia è stata diffusa dal carcere israeliano.

I paramedici intervenuti sul posto hanno cercato invano di rianimarlo, la famiglia è stata informata della morte dell’uomo dalle autorità che hanno annunciato indagini sull’accaduto.

Ambash è stato condannato nel 2013 a 26 anni di carcere per 18 capi d’accusa che vanno da reati sessuali a violenza e abuso di minori. Secondo quanto dichiarato da Channel 12 nei prossimi giorni si sarebbe dovuta riunire la commissione per valutare la richiesta di un rilascio anticipato di Ambash, che avrebbe finito di scontare la pena nel 2037.

Ambash era il leader del “culto di Gerusalemme”, era padre di 14 figlie e sposato con 6 donne, dalle indagini si scoprì che i familiari Ambash vivevano imprigionati e puniti con stupri, percosse e scosse elettriche. In tribunale emerse che l’uomo tra le altre violenze compiute, una volta violentò una delle figlie al cospetto di tutti gli altri membri della famiglia, inclusi dei bambini, sostenendo che fosse “parte del suo dovere nella vita familiare“.

Solo grazie al coraggio di una delle mogli si scoprì la condotta violenta dell’uomo, ma nonostante l’uomo sia finito in carcere molte delle mogli lo hanno difeso dicendo si trattasse di accuse inventate. Nel 2018 alcune delle mogli chiesero di poterlo incontrare nelle visite coniugali, domanda che venne respinta, dato che secondo le autorità israeliane Ambash approfittava “dei suoi diritti di prigioniero e di mantenere il controllo del suo culto tramite telefonate“.