La politica Europea punta ridurre le emissioni del 55%

Il parlamento Europeo ha votato ieri il pacchetto Fit for 55, si tratta di un insieme di test legislativi che orientano la politica ue al taglio del 55% le emissioni entro il 2030, con l’obiettivo di arrivare a raggiungere la neutralità climatica a metà secolo.

Degli 8 testi ne sono stati approvati cinque: due riguardano l’aviazione, due le emissioni e gli assorbimenti CO2 da agricoltura e foreste e uno invece riguarda gli standard di emissioni di Co2 per nuove auto e furgoni. Ad essere stato approvato anche un emendamento bipartisan, firmato dagli eurodeputati di tutti gli schieramenti, per prolungare la deroga alle regola Ue degli standard di emissione della Co2 ed è così stato dato il via libera del Parlamento del prolungamento dal 2030 fino al 2036 della deroga per i piccoli produttori di auto (da 1000 a 10mila l’anno) e furgoni (da 1000 a 22mila). Dagli eurodeputati sono state approvate anche le misure per far sì che il mercato europeo della CO2 copra le emissioni di tutti i voli in partenza da un aeroporto nello Spazio economico europeo, e per eliminare le quote gratuite per il settore nel 2025 anziché nel 2027 come proposto dalla Commissione

È stata avallata, dall’Europarlamento, la proposta di porre fine alle vendite di auto nuove a benzina e diesel nel 2035, mentre non è stato approvato l’emendamento sostenuto dal Ppe per la riduzione delle emissioni di CO2 del 90% invece che del 100%.

Alla Commissione Ambiente è stata rinviata la riforma dell’Est, il sistema di cambio per le quote di emissione, e i due testi collegati (il Fondo sociale per il clima e quello per i “dazi climatici”) dato che diversi punti hanno diviso la maggioranza. Il voto in merito a questi testi già era considerato complicato, ma a rendere impossibile l’approvazione è stato il timing dell’eliminazione delle quote di emissioni gratuite di cui, attualmente, beneficia la grande industria europea. Per S&D e i liberali di Renew il range doveva essere 2026-32, mentre per Ppe ed Ecr il 2028-34. Passato l’emendamento dei Popolari il capogruppo S&D, Iraxte Garcia Perez, ha chiesto un’interruzione per consultazioni, dopo alcuni momenti concitati i Socialisti hanno bloccato la riforma e la maggioranza ha espresso voto contrario.

Il presidente della commissione Ambiente dell’Europarlamento Pascal Canfin ha spiegato in un tweet: “dopo l’esito negativo della riforma del mercato del carbonio al Parlamento europeo, ci concediamo 15 giorni per raggiungere un accordo e votare questa fondamentale riforma climatica il 23 giugno“. L’obiettivo è approvarne una parte sostanziale prima della Cop di Sharm El Sheikh, in programma per il prossimo novembre.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/ European Union