Il provvedimento arriva dopo l’abbandono del Consiglio d’Europa deciso da Mosca

La Russia non adotterà più le decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

A deciderlo sono i deputati russi che oggi hanno adottato una legge che risponde alla decisione del Paese di uscire dal Consiglio d’Europa, risalente allo scorso marzo. Il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, ha dichiarato: «la Corte europea dei diritti dell’uomo è diventata uno strumento di lotta politica contro il nostro Paese nelle mani dei politici occidentali. Alcune delle sue decisioni erano in diretta contraddizione con la Costituzione russa, i nostri valori e le nostre tradizioni».

Il provvedimento riguarderà tutte le decisioni adottate dalla Corte a partire dal 15 marzo, giorno dell’annuncio di Mosca. Con l’abbandono del Consiglio, infatti, la Russia ha anche lasciato la Convenzione europea dei diritti dell’uomo che tuttavia dovrà rispettare fino al 16 settembre, quando cesserà di essere una “Alta Parte contraente“.

Fino a ora il 24,4% delle cause pendenti davanti alla Corte ha riguardato proprio i russi. Volodin ha sottolineato che i danni a cui la Russia è stata condannata dalla Cedu prima del 15 marzo saranno pagati “solo in rubli e solo sui conti delle banche pubbliche russe“.

di: Alessia MALCAUS

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