La conferma dell’ambasciatrice Usa all’Onu: “il mondo deve fare i conti”. 223 bambini morti dall’inizio del conflitto

Giunti al 72esimo giorno di guerra, in Ucraina sono state rinvenute nuove fosse comuni a Bucha. L’ambasciatrice Usa all’Onu lo ha confermato, dichiarando che “questa non è solo un’accusa non verificata sui social, ma un fatto orribile con il quale il mondo deve fare i conti”.

Michelle Bachele, l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite ha aggiunto che l’Onu ha individuato 180 casi di rapimento: “detenzioni arbitrarie e possibili sparizioni forzate di funzionari locali, giornalisti, attivisti, ex membri dell’esercito e altri civili da parte delle truppe russe in zone dell’Ucraina controllate da Mosca”.

Secondo i dati ufficiali dell’ufficio del procuratore generale ucraino, il numero di bambini ucraini rimasti uccisi dall’inizio dell’invasione è salito a 223, mentre altri 408 sono rimasti feriti; la maggior parte delle vittime si trovava nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv, Chernihiv.

Secondo il Pentagono, la maggior parte delle forze russe ha lasciato Mariupol spostandosi verso nord, lontano dalla città. Il portavoce John Kirby ha aggiunto che “un piccolo numero, più o meno l’equivalente di un paio di gruppi tattici di battaglione, sono ancora dentro e intorno a Mariupol in questo momento. Prevalentemente l’attività è in gran parte attraverso attacchi aerei, diretti anche sullo stabilimento di Azovstal”.

Intanto, prosegue l’operazione di evacuazione dei civili da Mariupol che, come ha annunciato la presidenza ucraina, ha portato fuori dalla città già 500 civili. Secondo le stime dentro l’acciaieria sarebbero rimasti ancora 200 civili.

In merito agli evacuati, l’Onu ha spiegato che nella città costiera ci sono ancora “molti civili, uomini, donne e bambini intrappolati, che vivono in condizioni orribili“. Come riferito dal portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Stephane Dujarric “le mie persone sul terreno, sui bus con loro, mi dicono che queste persone hanno traumi profondi, profonde cicatrici psicologiche“.

Il governatore della regione di Luhansk ha reso noto che ieri sera i russi “intendevano colpire lo stabilimento chimico” di Severodonetsk, salvo poi attaccare la stazione di servizio e la strada ferroviaria. ancora, si apprende che i russi “stanno attaccando in maniera più massiccia le zone residenziali. A Severodonetsk sono stati danneggiati 12 grattacieli, una stazione elettrica, vari negozi. Ci sono stati due morti. Tantissimi danni a Rubizhne, Lysychansk, Novodruzhevsk, Orihove, Hirske e Popasna“.

Messaggi simili arrivano anche dal governatore Valentyn Reznichenko che ha parlato di una “notte senza tregua” in cui gli occupanti russi hanno bombardato “i distretti di Kryvyi Rih e Synelnykove”, mentre “le comunità di Zelenodolsk e Shyroke sono state colpite con i Grad”.

Si apprende da fonti ucraine che nelle ultime 24 ore gli artificieri hanno disinnescato 1.468 ordigni esplosivi, portando il numero totale di bombe dismesse a 94.377, incluse 1.964 bombe aeree.

Questa mattina dei missili di precisione russi hanno distrutto un deposito di munizioni dell’esercito ucraino, “sul territorio dell’impianto Energomashspetsstal nella città di Kramatorsk”: lo riferisce il portavoce della Difesa russa.

Contestualmente la Difesa di Mosca ha ribadito di non avere “alcuna intenzione di impiegare armi nucleari nella sua operazione speciale in Ucraina“.

Si apprende che un razzo ucraino Neptune ha colpito una fregata russa Petrel 11356R, nota come Ammiraglio Makarov, che al momento sta bruciando vicino a Snake Island, nel Mar Nero. «I russi hanno perso una nave» rivendicano i dati aggiornati dello Stato maggiore ucraino. Commentando la notizia, il Cremlino ha però dichiarato di non avere informazioni sul presunto attacco.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA