Amnesty International: “il crimine d’aggressione va perseguito”. Orban si smarca dall’embargo, si pensa a proroga per Ungheria e Slovacchia, Medvedev: scelta coraggiosa

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha usato poche parole per descrivere la situazione nella città di Mariupol, simbolo della guerra in Ucraina: “è l’inferno”.

L’Onu e il Comitato internazionale della Croce Rossa hanno finora aiutato quasi 500 civili a fuggire dall’area dell’acciaieria di Azovstal nella città portuale in due operazioni la scorsa settimana ma ci sono ancora persone all’interno.

Il presidente Zelensky ha aggiunto che dall’inizio dell’invasione le truppe russe hanno lanciato oltre duemila missili sul Paese e i loro caccia hanno effettuato 2.700 sortite nel Paese.

La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha dichiarato che gli Usa “apprezzano la leadership dell’Italia” e le misure che sono state prese contro la Russia: «È importante che molti Paesi hanno preso decisioni dure con la Russia, l’Italia è uno di questi – ha detto – Abbiamo apprezzato la leadership di Roma e i passi che ha compiuto contro Putin. Joe Biden e il premier italiano ne parleranno sicuramente nel loro incontro».

Intervenendo come ospite a Radio Capital, Matteo Salvini ha ribadito di non aver mai chiesto un visto per la Russia, “ma ribadisco che se potessi essere utile per la pace farei qualsiasi cosa. Se il mio andare a Mosca servisse per fermare la guerra ci andrei subito, come andrei subito a Washington“.

Questa mattina si è tenuta la conferenza europea The State of the Union, cui ha partecipato anche Roberta Metsola. La presidente del Parlamento Ue ha diffuso un importante messaggio di indirizzo di unità politica: «c’è una realtà pre-24 febbraio e una realtà post-24 febbraio. Il mondo è cambiato. Dobbiamo capire che il peso dell’ordine globale democratico ora poggia in modo più pesante che mai sulle spalle dell’Europa. Dobbiamo essere in grado di portarlo».

«È il nostro momento whatever-it-takes. Un momento che arriva una volta ogni generazione. Un momento in cui bisogna capire che l’Europa è anche nelle strade di Bucha, nei tunnel di Mariupol, nelle cantine di Irpin, sulle rive dell’Isola dei Serpenti».

Metsola parla anche dell’aggressore: «il grave errore di Putin è stato pensare che le nostre differenze e la difesa dei diritti fondamentali fossero un segno di debolezza. Ha sbagliato. In democrazie come la nostra, questi sono i nostri punti di forza… – spiega – Dobbiamo slegarci dalle nostre dipendenze dal Cremlino, metteremo fine alle importazioni di petrolio e gas. Continueremo con le sanzioni e gli aiuti all’Ucraina, perché dobbiamo ricostruirla».

Proprio sulle sanzioni è tornato a intervenire anche il primo ministro ungherese, secondo cui le misure intraprese dall’Ue hanno una linea rossa, costituita dal settore dell’energia. Proprio per questo motivo la proposta per l’embargo al petrolio russo della Commissione contiene una deroga a due anni per Ungheria e Slovacchia. In caso di approvazione del sesto pacchetto di sanzioni, per Bratislava e Budapest l’embargo scatterà solo dal 2024.

La posizione di Orban è stata subito accolta come un “passo coraggioso” dal vice presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, secondo cui il premier ungherese ha compiuto una scelta importante “in un’Europa senza voce. Ha rifiutato di supportare l’embargo agli idrocarburi, che è disastroso per l’economia del suo paese e le folli sanzioni conto gli ecclesiasti“.

In merito all’accordo, l’Alto rappresentante per la Politica Estera Ue Borrella ha precisato che “si farà. E se non si fa presto, cioè entro questo fine settimana, dovrò far riunire il Consiglio dei ministri degli Affari esteri per avere un accordo politico”. Dello stesso parere anche Ursula von der Leyen: «sono fiduciosa che riusciremo a portare questo pacchetto in carreggiata – se ci vuole un giorno in più, ci vuole un giorno in più – ma ci stiamo muovendo nella giusta direzione».

In risposta alle sanzioni in discussione in questo momento, Mosca ha ribadito che “se gli Stati che sono oggi membri dell’Ue vogliono preservare la loro sovranità e sostenere gli interessi dei loro cittadini, hanno una sola opzione, che è uscire dall’Unione europea“. Nello specifico, il Cremlino si riferisce al meccanismo di riforma secondo cui il principio di solidarietà, e quindi il diritto di veto, verrebbe meno quando si adottano decisioni cruciali.

Intanto si elevano anche le accuse di Amnesty International; nel corso di una conferenza stampa a Kiev il segretario generale Agnes Kallamar ha ribadito che “in Ucraina la Russia ha compiuto il crimine di aggressione che deve essere perseguito“. Quanto ai crimini commessi dai russi nelle aree attorno a Kiev, dall’uso di bombe a grappolo ai bombardamenti sugli insediamenti civili, non si tratta di reati “incidentali né collaterali. Ma sono parte di uno schema“.

In merito alle negoziazioni in corso, si apprende dal vicedirettore del dipartimento di Informazione e Stampa degli Esteri russi che “i colloqui di pace tra Russia e Ucraina sono in fase di stallo” e che “le dichiarazioni dei politici ucraini sono la prova più evidente della loro riluttanza a proseguire“.

«Un semplice ritorno allo status quo ante non potrà esserci e non ci sarà – ha dichiarato da Amburgo il cancelliere tedesco Olaf Scholz – Il mondo dopo questa guerra e questo attacco non sarà più lo stesso di prima. Già non lo è più».

Torna a tuonare contro la guerra anche Papa Francesco, intervenuto durante l’udienza plenaria del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani: «dopo la fine della seconda guerra mondiale non sono mai mancate guerre regionali, tanto che io ho spesso parlato di una terza guerra mondiale a pezzetti, sparsa un po’ ovunque. Tuttavia, questa guerra, crudele e insensata come ogni guerra, ha una dimensione maggiore e minaccia il mondo intero, e non può non interpellare la coscienza di ogni cristiano e di ciascuna Chiesa».

Questa mattina si è tenuto un incontro fra i ministri della Salute italiano e ucraino Roberto Speranza e Victor Liashko. Roma ha garantito “massima apertura degli ospedali italiani ad accogliere cittadini ucraini in fuga dalla guerra e bisognosi di cure“.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA