Riunione Consiglio Onu il 5 maggio. Nessun progresso nei colloqui. Di Maio incontra Kuleba. Peskov: nessuna dichiarazione di guerra

Sergio Mattarella questa mattina ha parlato della situazione in Ucraina in occasione della riunione Cotec a Braga, in Portogallo. Il capo dello Stato ha dichiarato che è in gioco “il destino” dell’Europa e che appare “più che mai necessario” avere il coraggio di “guardare al futuro, di immaginare come la cultura possa costituire un veicolo di pace“. «Le devastazioni di luoghi nel cuore dell’Europa, le vite spezzate, l’attentato recato alla libertà e indipendenza di un Paese, immaginavamo appartenessero a un passato remoto. Siamo a fianco delle ragioni del popolo ucraino», ha concluso.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha avuto oggi un lungo colloquio telefonico con il suo omologo ucraino Kuleba. «Siamo pronti a partecipare alla ricostruzione dell’Ucraina, distrutta dalla folle guerra russa – ha detto Di Maio – il premier Draghi ieri ha illustrato chiaramente la linea dell’Italia in Parlamento Europeo: vogliamo che l’Ucraina faccia ingresso nell’Ue, non ci volteremo dall’altra parte e continueremo a sostenervi».

Il portavoce del Cremlino Peskov ha specificato che la Russia non ha alcuna intenzione di dichiarare ufficialmente guerra all’Ucraina e quindi la mobilitazione generale in occasione della ricorrenza del 9 maggio, anniversario della vittoria sui nazisti nella Seconda guerra mondiale.

Secondo fonti d’intelligence ucraina, la Russia vuole preparare la parata del 9 maggio a Mariupol, la città sul Mar d’Azov che Mosca afferma di avere ormai in pugno, non fosse per l’acciaieria Azovstal.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky fa un passo in più e intervenendo virtualmente a un incontro del Wall Street Journal dichiara che l’obiettivo dell’Ucraina è ripristinare la sua integrità territoriale, Crimea inclusa. Fa sapere inoltre che sono in atto le missioni per salvare tutti coloro che sono rimasti bloccati nell’acciaieria Azovstal e che sono stati evacuati 156 civili.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è in visita in Moldavia e da qui ha dichiarato, in conferenza stampa congiunta con la presidente moldava Maia Sandu, che l’Ue ha “in programma di aumentare significativamente il sostegno militare alla Moldavia fornendo equipaggiamento alle sue forze armate”. «È nostro dovere europeo aiutare e sostenere il Paese e aumentare il nostro sostegno alla sua stabilità, sicurezza e integrità territoriale», ha concluso.

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha scritto tramite un tweet che “il terrorismo missilistico russo deve essere punito”: «la Russia – afferma Kuleba – fatica ad avanzare e soffre perdite terribili. Da qui il disperato terrore missilistico in tutta l’Ucraina. Ma non abbiamo paura, e nemmeno il mondo deve avere paura». Infine Kuleba chiede più armi per Kiev e più sanzioni per Mosca.

«Nella settimana in cui abbiamo ricordato il Giorno della Shoah, il ministro russo degli esteri Lavrov ha scelto di diffondere bugie, terribili bugie che sanno di antisemitismo – ha commentato il presidente israeliano Herzog. – Non posso credere che siano state pronunciate da un ministro russo. Mi hanno fatto arrabbiare e mi hanno provocato disgusto. Mi aspetto che ritiri le sue parole e che chieda scusa».

Intanto il presidente russo Vladimir Putin e il suo omonimo bielorusso Lukashenko hanno tenuto un incontro telefonico durante il quale hanno discusso, a quanto si apprende, soprattutto della situazione in Donbass.

Secondo il vicepresidente della Duma Tolstoj, trisnipote dell’autore di Guerra e Pace, la guerra in Ucraina andrà avanti “gradualmente” finché la Russia lo riterrà opportuno e cioè finché sarà raggiunto il confine con la Polonia.

In occasione dell’udienza generale, Papa Bergoglio ha invocato oggi la pace in Europa. «A Jasna Góra avete ricordato il Beato Cardinale Wyszyński, che vi ha insegnato a confidare in Maria nei momenti più difficili della vostra storia. Seguendo il suo esempio, affidate alla Vergine Santa la sorte della vostra patria e la pace in Europa», ha detto nel corso dei saluti ai fedeli polacchi.

Questa mattina Mosca ha vietato l’ingresso nel Paese a 63 cittadini giapponesi, tra cui il primo ministro Fumio Kishida, che oggi a Roma incontra il presidente del Consiglio, Mario Draghi. 

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA