La sua ultima finale olimpica nei 200 stile libero si conclude con un settimo posto e tanta serenità

«È stato un bel viaggio, tanti anni di bracciate: me la sono goduta dall’inizio alla fine. Voi non mi vedevate ma ho sorriso anche mentre ero in acqua. Quando ho toccato ho detto: bene, e quindi?». Così Federica Pellegrini, campionessa italiana e prima nuotatrice nella storia ad aver raggiunto cinque finali olimpiche nello stesso stile, ha commentato la sua ultima gara nei 200 stile libero. L’azzurra, soprannominata la Divina, è arrivata settima dalla corsia numero 1 con un tempo si 1’55″91.

«Oggi sono molto contenta, è stata la finale più serena che io abbia mai vissuto. Sono contenta del percorso, del viaggio che abbiamo fatto in questi anni io e il mio staff. Abbiamo fatto davvero tutto il possibile, e per un atleta è la cosa che conta di più» – ha aggiunto, appena uscita dall’acqua, con il sorriso e lacrime di commozione. Queste ultime quattro vale della specialità regina concludono un percorso che l’ha portata a conquistare un argento ad Atene, un oro a Pechino con record del mondo, un quinto posto a Londra e un quarto a Rio.

«Sapevo che il posticipo avrebbe cambiato le carte in tavola ma è stato così per tutti i ‘grandi’. Penso sia il momento e il modo giusto perché più importante di una finale olimpica non c’è niente. Sono in pace. Non mi andava di chiudere la mia carriera solo perché avevano rinviato i Giochi di un anno» – ha proseguito l’atleta 32enne.

Ora sono in molti a chiedersi cosa farà. Lei risponde sicura: «Ma io ho tantissime cose da fare. Prima di tutto tornare a casa che mi stanno aspettando tutti, festeggiare il mio compleanno perché 33 anni è un’età importante, poi ci dobbiamo far votare dagli atleti per il Cio, a settembre, si spera anche novembre ci sarà la Isl a Napoli, poi uscirà un docufilm, poi c’à in progetto un libro, poi le registrazioni di Italia’s got talent».

E ai microfoni del Tg1 Federica fa anche una dichiarazione sulla sua vita privata: «se non ci fosse stato Matteo probabilmente avrei smesso qualche anno fa. Matteo è stato un grandissimo allenatore e un compagno di vita speciale, spero lo sarà anche in futuro. La priorità era tenere l’immagine dell’allenatore e dell’atleta separati e siamo stati bravi molto in questo. È stata una persona fondamentale, una delle più importanti in questo percorso sia umano che sportivo».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA