Al vaglio anche l’obbligo di vaccinazione per il personale docente e Ata: l’obiettivo è riaprire a settembre

Con l’uscita del nuovo decreto anti-Covid e l’estensione dell’uso del Green Pass, ora la priorità di Mario Draghi è una: tornare a scuola a settembre. È il tema caldo che si discute in queste ore all’interno delle istituzioni, con incontri, confronti, negoziazioni. Ieri pomeriggio il premier ha incontrato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ma bisognerà attendere i primi giorni di agosto per sapere quali saranno le decisioni dell’Esecutivo.

Si discute molto sulla vaccinazione obbligatoria per il personale docente e Ata: se non si raggiungerà un numero di copertura nazionale ritenuto sufficiente, dunque, entro il 12 settembre la categoria potrebbe essere costretta alla somministrazione, pena la sospensione. Nel frattempo oggi i rappresentanti della Commissione per l’emergenza e il ministro Bianchi incontreranno i sindacati e l’associazione nazionale dei presidi. Se il provvedimento dovesse passare, il Miur dovrà rendere noto come coprire il buco dei professori e docenti no-vax.

L’idea, dunque, è quella di raccomandare inizialmente la vaccinazione e solo dopo renderla obbligatoria. Come spiegato anche dal ministro della Salute Roberto Speranza: «nelle prossime ore valuteremo quale sarà lo strumento più efficace per far tornare tutti a scuola in presenza, in sicurezza e senza Dad – ha dichiarato durante la trasmissione di Rete 4 Controcorrente. – Se consideriamo l’ipotesi dell’obbligo vaccinale? Siamo in fase di valutazione, nessuna ipotesi è esclusa a oggi. Ci impegneremo, perché la scuola è una priorità. Dobbiamo lavorare per tutelare la scuola in virtù di una buona campagna vaccinale che stiamo facendo, con il 56% delle persone che hanno avuto la seconda dose: vogliamo riportare i ragazzi in aula in presenza» – ha aggiunto. A chi gli ha chiesto se l’obbligo potrebbe scattare sulla base del numero dei vaccinati per Regione, il titolare del dicastero ha risposto: «non abbiamo valutato un’ipotesi in questi termini anche se ci sono differenze tra Regioni: in alcune il tasso è molto alto, in altre è più basso. Di solito le misure che facciamo sono nazionali. Ma non deve passare il messaggio che gli insegnanti e il personale scolastico non si sono vaccinati, il dato è molto alto, l’85% ha avuto almeno la prima dose. Ma noi vogliamo che questa percentuale cresca, per questo nelle prossime ore valuteremo qual sia lo strumento migliore».

Il commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo è stato interrogato sulla necessità di provvedimenti utili alla riapertura delle scuole e sullo stato della campagna vaccinale. «La comunità scientifica dice che i vaccini sono sicuri per la popolazione dai 12 anni in su. Dobbiamo riaprire le scuole, è un imperativo categorico. La scuola in presenza fa bene allo sviluppo sociale dei bambini – ha affermato. – Su circa 54,2 milioni di popolazione complessiva, siamo al 56% di vaccinati. Questo è un buon risultato. Ad agosto manterremo la media, con l’obiettivo di arrivare all’80% a fine settembre. Bisogna proseguire in maniera selettiva. Adesso siamo concentrati sui bambini che devono andare a scuola ma continuiamo a non mollare la presa sugli over 60 poiché a livello nazionale ne mancano circa 2,2 milioni». Ha poi proseguito: «abbiamo 9 Regioni che viaggiano dal 77 al 50% di personale scolastico non vaccinato, e questo non va bene. Quindi è importante che soprattutto in quelle Regioni si convinca il personale docente e non docente a fare questo atto di generosità, perché solo così riparte il Paese. È importante sapere quante sono le mancate adesioni a livello numerico, sempre nel rispetto della privacy, e quante di queste potrebbero dipendere dalla problematica sanitaria di persone che non possono vaccinarsi. Questa mappatura è importante per capire come procedere e che cosa fare».

I dirigenti scolastici in ogni caso si sono detti favorevoli all’obbligo, ma prima della firma del Protocollo d’intesa sui rientri in sicurezza a settembre pretendono dal Governo linee chiare. Prima dell’incontro con Bianchi l’associazione e i sindacati si riuniranno con i membri del Comitato tecnico scientifico. Già lo scorso 12 luglio il Cts ha comunque chiarito la sua posizione: “assolutamente prioritario” evitare la Dad e riportare gli studenti in classe in presenza, mantenendo l’uso delle mascherine. «Le indicazioni del verbale del Cts del 12 luglio sono ambigue e rese sulla base di un presupposto – il raggiungimento del 60% di vaccinati tra il personale e la popolazione scolastica over 12 a settembre – ad oggi di incerta realizzazione. Né alcuna scelta è stata compiuta dal decisore politico su queste indicazioni, visto che il Ministero non ha ancora adottato il Piano scuola 2021-2022 – così scrive, infatti, il presidente dell’Associazione Presidi, in una lettera al ministro dell’Istruzione. – Chiediamo che prima ci siano misure tecniche e scelte politiche, poi si discuta della sottoscrizione del Protocollo di intesa sulla sicurezza».    

Dal canto suo, al contrario, la Lega ha già annunciato battaglia nella maggioranza sull’introduzione del Green Pass a scuola, di cui si dice contraria. «Il vaccino deve essere una libera scelta per tutti, soprattutto per i ragazzi – ha affermato il leader del Carroccio Matteo Salvini a Morning News su Tgcom24. – Per la ripartenza delle scuole lavoriamo sul trasporto, sul numero dei bambini in classe e sull’aerazione delle aule. Il 90% degli insegnanti ha avuto la prima dose: obbligare a vaccinarsi è l’ultimo del mio pensieri. Bisogna educare e informare: io sono contro le multe e i divieti. I professori devono farlo volontariamente».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA