La Sardegna brucia da oltre 60 ore: oltre 1.500 le persone sfollate e 200 mila gli ettari di terreni distrutti. In arrivo canadair da Francia e Grecia per domare le fiamme

«Quello a cui stiamo assistendo è un dramma di proporzioni enormi: ettari ed ettari andati in fumo, secoli di storia ambientale e paesaggistica cancellati». Così il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, ha commentato la situazione sull’isola, da oltre 60 ore tenuta in scacco dalla fiamme. L’incendio è divampato a Bonarcado, nell’Oristanese, lo scorso 23 luglio: secondo le prime notizie ufficiali a causare il rogo è stata un’auto che ha preso fuoco dopo un incidente stradale. Da lì lo scirocco prima e il libeccio dopo hanno sospinto le fiamme verso il bosco. Ora preoccupa l’arrivo del maestrale che potrebbe far cambiare direzione alle fiamme verso la statale 131 tra Noragugume, Sindia e Macomer.

Secondo il bollettino di previsione di pericolo per la giornata di oggi, 26 luglio, pubblicato dalla Protezione Civile, la pericolosità riguarda tutta la zona dell’Oristanese, il Montiferru, la Planargia e parte del Nuorese, dove è scattato il “preallarme”. Codice arancione, ma con attenzione rinforzata, dalla Gallura al Campidano di Cagliari sino al Sulcis.

Il fuoco che ormai da giorni devasta l’isola ha coinvolto almeno 10 Comuni e danneggiato oltre 200 mila ettari di terreni. Sono, inoltre, oltre 1.500 i cittadini sfollati. A dar conto degli ingenti danni è il monitoraggio di Coldiretti: «serviranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi e la macchia mediterranea distrutti dalle fiamme che hanno raggiunto pascoli, ulivi, capannoni, fienili con le scorte di foraggio e mezzi agricoli ma anche ucciso animali ed è calamità con danni incalcolabili all’agricoltura negli oltre 20 mila ettari andati a fuoco. Ai costi economici e sociali si somma una vera catastrofe ambientale con lecci, roverelle e sughere secolari andati in fumo in aree dove saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali. Un disastro sotto ogni punto di vista. Se certamente il divampare delle fiamme nella macchia mediterranea è favorito dal clima anomalo con alte temperature e afa, a preoccupare è l’azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente» – si legge nel rapporto dell’associazione.

Solinas ha già annunciato che si rivolgerà al Governo per un sostegno economico che aiuti le comunità a ripartire dopo la tragedia: «chiederò a Draghi che una quota del Pnrr sia subito destinato a un grande progetto di riforestazione che rimargini queste terribili ferite». Nel frattempo ieri sera la giunta regionale ha dichiarato lo stato di emergenza, propedeutico alla richiesta di stato di calamità da parte dell’Esecutivo.

Le operazioni di soccorso nei territori di Santu Lussurgiu, Cuglieri, Tresnuraghes, Frossio, Sennariolo, Usellus, Porto Albe, Scano di Montiferro e Cabras hanno messo in moto una gigantesca macchina di forze. Il dispositivo messo in campo dal Corpo nazionale conta 10 squadre a terra, supportate da cinque velivoli canadair, che dalle prime ore di stamattina sono operativi sui fronti del fuoco a Scano di Montiferro e a Tresnuraghes. Il Dipartimento della Protezione Civile ha inoltre attivato un modulo internazionale di cooperazione, rivolgendosi all’Unione Europea: due velivoli canadair provenienti dalla Francia sono in volo verso la Sardegna, mentre altri due canadair provenienti dalla Grecia sono atterrati ad Alghero alle ore 4:30 di stamattina e sono già pronti ad operare sul territorio sardo. Al momento stanno già operando 57 unità operative a terra, di cui 28 provenienti dai Comandi di Nuoro, Sassari e Cagliari e 29 del locale Comando di Oristano. A Tresnuraghes tre squadre hanno operato per tutta la notte nel contrasto al fronte del fuoco, e la loro attività ha permesso di salvaguardare due attività ricettive. A Scano di Montiferro il lavoro notturno delle squadre ha permesso di mettere sotto controllo il fronte del fuoco, che nella giornata di ieri aveva causato l’evacuazione di oltre 400 persone.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA