Il presidente perde 6 punti percentuali nei consensi rispetto a giugno, pesano tasso di vaccinazione, inflazione e politica estera

Stati Uniti, cresce l’inflazione ma rallenta il tasso di vaccinazione e con esso anche la popolarità di Joe Biden. Secondo il sondaggio di Gallup, fatto tra il 6 e il 21 luglio infatti, i consensi del presidente toccano il punto più basso di sempre scivolando al 50%, ossia 6 punti percentuali in meno rispetto al 56% di giugno. Come riportato dalla rilevazione, il 45% degli adulti statunitensi boccia le prestazioni di Biden mentre il 5% non ha un’opinione in merito.

Nel secondo trimestre del suo mandato, dal 20 aprile al 19 luglio, Biden ha ottenuto in media il 53,3% di approvazione, in calo rispetto al primo semestre quando segnava una media del 56%. Il confronto con i predecessori, tuttavia, sembra reggere: Bill Clinton al secondo semestre segnava il 44% di consensi mentre Donald Trump il 38,8%. Rimangono imbattuti, invece, George W. Bush con una media del 55,8% e Barack Obama che toccò il 62%.

I risultati del sondaggio sarebbero da attribuire agli scarsi risultati degli Usa nello lotta alla pandemia: aumentano i casi e rallentano le vaccinazioni. La percentuale di statunitensi che ha ricevuto almeno una dose si aggira intorno al 55% mentre Biden manca la promessa di raggiungere il 70% dei vaccinati con almeno una dose entro il 4 luglio.

Inoltre, se da un lato cala la disoccupazione e i valori di Borsa toccano i massimi storici, segnando dunque la ripresa economica, dall’altro il carovita dovuto all’inflazione ha fatto registrare un +5,4% su base annua, mai così alta dal 2008, con prezzi di gas e altri beni di consumo che schizzano alle stelle.

Anche in politica estera il presidente non ha ancora raggiunto veri risultati. L’unica degna di nota sembra la decisione di ritirare le truppe dall’Afghanistan ma anche in questo caso l’opinione pubblica rimane molto dubbiosa.

di: Alessia MALCAUS

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