Domani la cabina di regia del Governo per decidere in quali luoghi sarà obbligatorio il certificato vaccinale con doppia dose. Nel frattempo più di un italiano su due ha completato il ciclo

È convocata per domani 20 luglio la cabina di regia sui nuovi dettagli del Green Pass ma secondo indiscrezioni l’appuntamento potrebbe slittare. L’accordo raggiunto dal Governo potrebbe riguardare l’obbligatorietà della certificazione per discoteche e ristoranti al chiuso mentre nelle intenzioni del premier Draghi già il 26 luglio potrebbe entrare in vigore la lista dei luoghi che saranno ad accesso esclusivo delle persone munite di Pass.

L’obiettivo del Governo è quello di far sì che il Paese rimanga in zona bianca almeno fino a Ferragosto. Nel decreto atteso verranno espressi i nuovi parametri con i quali verranno scelti i colori delle Regioni: non solo incidenza del virus ma anche ricoveri e pressione sugli ospedali. Ad annunciare il cambio di rotta era stato già il ministro della Salute Roberto Speranza (leggi qui) secondo il quale, di fronte alla nuova avanzata dei contagi spinti dalla variante Delta, sarà il tasso di ospedalizzazione il criterio più importante per stabilire la fascia di rischio delle Regioni. Come spiegato dal ministro, a cambiare saranno le modalità per decidere le restrizioni: il primo indicatore sarà quello dei ricoveri e solo dopo verrà quello dell’incidenza, ma con un numero minimo di tamponi effettuati. 

Nel frattempo le misure sul Green Pass si rendono ancora necessarie dopo il dossier trasmesso dal Cts al Governo. «I dati indicano una ripresa netta della circolazione virale nel Paese. Anche nelle ultime 24 ore abbiamo avuto un incremento di circa 300 casi. Come ha documentato la cabina di regia, l’età mediana dei contagiati è 28 anni, dato che dimostra come i contagi siano legati in buona parte alla popolazione giovane in ragione della maggior socializzazione del periodo estivo, un po’ come è successo l’anno scorso – ha detto Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico e presidente dell’Istituto superiore di sanità, in un’intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica. – Gli assembramenti e gli affollamenti hanno favorito la circolazione virale. Basta pensare anche ai focolai legati ai quarti e alle semifinali già individuati a Roma. Credo che vadano fatte scelte per contrastare la ripresa della circolazione virale. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, è una strategia inevitabile. Penso a concerti, grandi eventi, stadi, cinema, teatri, piscine, palestre. In questi casi è fuori discussione la necessità del documento».

La certificazione verde, dunque, sarà validata solo dopo la seconda dose e non più solo alla prima. Sarà, inoltre, obbligatoria per chi viaggia con treni a lunga percorrenza, navi, aerei mentre al momento non è prevista per viaggiare a bordo di metropolitane e autobus. È da considerare indispensabile, infine, per tutti quei luoghi dove possono crearsi assembramenti: dagli stadi alle palestre, dai concerti ai convegni. Chi viene trovato sprovvisto del documento rischia una multa fino a 400 euro, il gestore del locale, invece, rischia la chiusura per cinque giorni.

Nel frattempo la campagna di vaccinazione prosegue a pieno ritmo: ad oggi sono 27.120.766 gli italiani completamente vaccinati, pari al 50,21 % della popolazione over 12. Secondo il sito del Governo, in totale sono 61.543.227 le dosi somministrate, pari al 92,9% di quelle attualmente a disposizione delle Regioni. La scorsa settimana sono state somministrate oltre 3,8 milioni di dosi ma l’inoculazione della prima continua ad essere inferiore alle 100 mila al giorno.

Proprio per il ritmo ormai costante delle vaccinazioni, la Direzione Welfare di Regione Lombardia ha reso noto che al momento hanno aderito alla campagna 6.929.818 persone e tra il 20 luglio e 21 luglio la Regione potrà raggiungere la cosiddetta “immunità di comunità”. «Sono 4.554.741 i cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale, il 96% degli aderenti ha ricevuto almeno una dose di vaccino, il 65,7% ha la copertura completa» – ha commentato la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione, Letizia Moratti.

In attesa di scoprire il futuro del Green Pass, la politica italiana è quanto mai divisa. Per il leader di Lega Matteo Salvini il provvedimento è “una cazzata pazzesca“: «l’85% di coloro che sono sopra i 60 è ormai vaccinato. La morte era lì. Ora dobbiamo rendere disponibile il vaccino per i 70-80enni. Il tutto con prudenza, ma senza rovinare la vita e senza multare e chiudere in casa i ragazzi che hanno sofferto per un anno e mezzo. È giusto mettere in sicurezza i genitori e i nonni». Per il segretario dem Enrico Letta, l’opinione di Salvini è “da irresponsabili“. L’ex premier si dice, inoltre, favorevole all’obbligo vaccinale come un dovere morale invitando “Salvini e Meloni a dire perché non si sono ancora vaccinati“.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA