La protesta dei No Vax contro l’obbligo vaccinale

Dopo la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di rendere più aspre le misure per l’uso del Green Pass, spingendo di fatto sulla campagna vaccinale (leggi qui), in tutto il Paese è esplosa la bolla di tensione che ha portato a oltre 50 manifestazioni, scontri e tafferugli con la polizia in diverse città, da Parigi a Lione passando per Tolosa e Marsiglia.

Alcuni parigini, soprattutto tra le fila serrate dei No Vax, si sono diretti a Place de la République nel cuore della Capitale per protestare, inneggiando alla libertà, in una data simbolo per la Francia come quella del 14 luglio, festa nazionale in ricordo della presa della Bastiglia nella Rivoluzione del 1789.

I manifestanti hanno accusato Macron di aver imposto una vera e propria dittatura sanitaria, con quello che definiscono essere un “obbligo di vaccino mascherato“. È stata un’occasione per i gilet gialli, che sono tornati a farsi notare in alcune piazze, tra le 20 mila persone che hanno preso parte ai cortei non autorizzati. In diversi casi la polizia, per disperdere i manifestanti, ha fatto uso di gas lacrimogeni.

Le misure volute da Macron, che hanno fatto maggiormente discutere, sono quelle che prevedono il mancato accesso al posto di lavoro e lo stop allo stipendio per tutti gli operatori sanitari e chiunque lavori con le persone fragili che rifiuti di sottoporsi a vaccinazione. Ma anche la novità per cui, a partire dal 15 settembre, l’accesso a bar, ristoranti, musei, centri commerciali, luoghi pubblici e mezzi di trasporto a lunga percorrenza sarà riservato a chi possiede il Green Pass. In alternativa ci si potrà sottoporre a tampone e mostrare il risultato negativo, ma l’esame non sarà più gratuito.

Il risultato è stato che nelle 48 ore successive all’annuncio circa due milioni di persone hanno prenotato il vaccino sulle piattaforme online.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA