Al centro del caso il documentario “Firenze secondo me” grazie al quale l’ex premier ha incassato quasi mezzo milione di euro

Sono guai per Matteo Renzi. L’ex premier, infatti, è indagato insieme al manager Lucio Presta, l’ipotesi della Procura di Roma è di finanziamento illecito ai partiti e false fatturazioni.

Il caso riguarderebbe il documentario Firenze secondo me realizzato da Renzi con la casa di produzione Arcobaleno 3 della famiglia Presta di cui è amministratore Niccolò, figlio di Lucio. La produzione, andata in onda su Discovery Channel con solo il 2% di pubblico, avrebbe fatto intascare all’ex premier ben 454 mila euro, a fronte dei 20 mila pagati dall’emittente. L’ipotesi della Procura di Roma e del nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza è che dietro il pagamento si nasconda, invece, un finanziamento illecito a Renzi come personaggio politico. I Presta, inoltre, avrebbero frodato il Fisco con “prestazioni mai effettuate“: a loro vengono dunque contestati anche una serie di reati di natura fiscale.

L’indagine aveva avuto inizio nel dicembre del 2019 dopo una segnalazione della Uif, l’Antiriciclaggio di Bankitalia. Secondo gli investigatori, parte del cachet intascato da Renzi sarebbe servito a ripagare il debito contratto con Anna Picchioni, vedova dell’imprenditore Egiziano Maestrelli, per l’acquisto della villa di oltre 250 metri quadri in cui attualmente vive. L’ex premier si è sempre difeso rivendicando la regolarità dell’operazione ma per gli investigatori la cifra di quasi mezzo milione sarebbe eccessivamente alta e giustificabile solo come, appunto, finanziamento illecito al leader politico.

La risposta di Matteo Renzi non si è fatta attendere e in diretta Facebook ha affermato: «questo avviso di garanzia non so in cosa possa sostanziarsi. Tutte le mie attività sono lecite e legittime. Quando arriveranno gli atti, e non i tweet dei giornalisti, potremo confrontarci. Non ho nulla da nascondere, buon lavoro ai magistrati. Qualcuno forse pensa che possa fermarmi di fronte a questo, che io possa perdere il buonumore e innervosirmi. Ma chi mi conosce sa che io vado controcorrente, non ho paura di andare contro tutto e tutti anche per cambiare un governo. Figuriamoci se possono farmi paura con un avviso di garanzia. Ci sono casualità che si ripetono. L’altra volta, quando presentai il mio libro, furono arrestati mio padre e mia madre. Stavolta si sono limitati ad un avviso di garanzia. Verrebbe da ridere di fronte a tutto questo ma non c’è niente da ridere. Quindi vado avanti con più decisione di prima».

Negli scorsi giorni gli uomini della Guardia di Finanza hanno perquisito le abitazioni dei due Presta, Niccolò e Lucio, e i locali della società Arcobaleno sequestrando alcuni documenti che potrebbero essere utili alle indagini.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA