In programma oggi la discussione sul disegno di legge contro l’omotransfobia. Si temono franchi tiratori e un ritorno in Commissione di giustizia

Dopo svariate vicissitudini il Ddl Zan approda in Senato oggi alle ore 16.30 (ne avevamo parlato qui). Ad 8 mesi dall’approvazione alla Camera, ottenuta lo scorso novembre, il progetto di legge contro l’omotransfobia arriva finalmente a Palazzo Madama. Ma l’esito rimane più che mai incerto. Per il sottosegretario agli Interni, Ivan Scalfarotto, “sarà il Vietnam“, per altri solo un “circo“.

La maggioranza è divisa: Leu, M5S e gran parte del Pd vogliono l’approvazione definitiva senza modifiche; la Lega intende, al contrario, “bloccare o quanto meno modificare” il testo mentre Italia Viva ha già annunciato la presentazione di emendamenti. Nonostante gli schieramenti resta il pericolo di franchi tiratori, senatori che approfittando del voto segreto potrebbe non seguire le indicazioni di partito. Tra dem e pentastellati se ne contano almeno una quindicina. Non è nemmeno detto che la discussione abbia inizio: il fronte contrario potrebbe infatti chiedere più tempo per una mediazione, finora negato. «C’è questo ddl da bloccare o quanto meno da cambiare in Parlamento» – ha già annunciato il leader della Lega, Matteo Salvini, interrompendo il suo tour al Sud Italia per recarsi a Palazzo Madama.

Il rinvio della discussione potrebbe portare il disegno di legge dritto da dove è venuto, la Commissione di giustizia, dove è rimasto bloccato per mesi, complice anche l’intervento del Vaticano (leggi qui). «Sono contrario a che si ritorni in Commissione. Dico alla Lega di non fare passi indietro e dico a certa sinistra di non rincorrere le bandierine – ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, parlando ad Agorà sui Rai Tre. – Siamo a un passo dal risultato. Farò un appello al buon senso. La proposta di mediazione che porta il nome di Ivan Scalfarotto allarga le tutele, ma c’è qualcuno che vuol mettere una bandierina e rischia di mandare a ‘carte 48’ tutto». Renzi, inoltre, assicura: «con un accordo la legge Zan verrebbe approvata in Senato in due giorni. Vogliamo portarla a casa o vogliamo fare una battaglia di principio? Perché se si vuole trovare un accordo lo si fa, se si vuole andare alla conta dei voti per far contenti quelli che vogliono la bandierina, tenete la bandierina, ma se poi si va sotto sapete di chi è la colpa».  Anche la senatrice pentastellata Alessandra Maiorino è contraria ad un ritorno in Commissione che definisce “ridicolo dopo gli sforzi fatti per portare il ddl in Aula“.

Nel frattempo fuori da Palazzo Madama si sono raccolti collettivi e associazioni legati al mondo LGBT: il loro obiettivo sarà far sentire la propria voce per ottenere l’approvazione della legge Zan “senza compromessi“.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA