Gli Azzurri hanno festeggiato nella Capitale su un autobus scoperto. I complimenti di Mattarella e Draghi

Ieri è stata una grande giornata di festeggiamenti e ovazioni per la Nazionale di calcio che domenica sera ha vinto la coppe dei campioni d’Europa (leggi qui). Dopo l’arrivo a Fiumicino, gli Azzurri si sono recati a Roma per essere ricevuti prima dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, subito dopo, dal Presidente del Consiglio Mario Draghi. Tante le dichiarazioni e la commozione per un risultato sperato fino alla fine e guadagnato con talento e spirito di squadra. Presente, insieme ai calciatori, anche il tennista Matteo Berrettini che sempre domenica si è aggiudicato il secondo posto al Torneo di Wimbledon (ne abbiamo parlato qui).

Dopo l’incontro con i due capi di Stato, gli Azzurri hanno girato per le strade della Capitale a bordo di un autobus scoperto. A volerlo fortemente è stato Leonardo Bonucci che ha detto: «abbiamo fatto di tutto per vincere questa trattativa sul pullman scoperto, dovevamo ai tifosi questi dieci minuti. Siamo arrivati fino a qui anche grazie al loro sostegno da casa». Dal tetto dell’autobus i campioni hanno issato il trofeo al cielo scatenando l’ovazione di centinaia di tifosi raccolti in piazza Colonna. Da lì, sulle parole dell’inno nazionale, il mezzo ha percorso via del Corso e piazza Venezia per poi risalire lungo via del Tritone verso via Veneto e terminare la corsa all’albergo del ritiro.

«Questo non è giorno di discorsi ma di applausi e ringraziamenti. Complimenti! – ha detto Mattarella durante la cerimonia di premiazione al Quirinale. – Ieri sera avete meritato di vincere ben al di là dei rigori perché avete avuto due pesanti handicap: giocare in casa degli avversari in uno stadio come  Wembley e il gol a freddo che avrebbe messo in ginocchio chiunque. Siete stati accompagnati e circondati dall’affetto degli italiani e li avete ricambiati rendendo onore allo sport. Così come ha fatto Matteo Berrettini. Arrivare alla finale di Wimbledon ma la rimonta del primo set equivale a una vittoria». Il Presidente della Repubblica ha anche dedicato un pensiero speciale all’ex giocatore e ora parte dello staff tecnico del ct Mancini, Gianluca Vialli: «un ringraziamento particolare a Gianluca Vialli perché in tv ha espresso sentimenti ed emotività che tutti avvertivamo». L’abbraccio in lacrime tra Vialli e Mancini, infatti, ha fatto il giro dei social e commosso tutti gli italiani.

Il pensiero del capitano degli Azzurri, invece, è andato ad un altro campione, scomparso nel 2018. «Vorremmo dedicare questa vittoria a Davide Astori, che ho conosciuto e che avremmo voluto qui con noi oggi» – ha detto Giorgio Chiellini. Rivolgendosi a Mattarella ha poi aggiunto: «questa vittoria è per lei, che è stato il nostro primo tifoso e ai milioni di italiani nel mondo che non ci hanno mai fatto sentire soli. Non abbiamo vinto l’Europeo per un rigore in più, ma per l’amicizia che ci ha legato in questa avventura: abbiamo tifato Matteo Berrettini, ci siamo sacrificati e aiutati. Ci siamo sentiti fratelli d’Italia, rispondendo a quanto ci aveva chiamato il nostro Paese».

Un tifo che sicuramente è stato ricambiato, come ha provato la presenza di Berrettini sugli spalti del Wembley di Londra e le sue parole di ieri: «ho tifato dal primo minuto per gli Azzurri, per me un sogno essere qui e aver partecipato alla finale di Wimbledon. Spero di poter tornare con un trofeo più importante e rendere tutti orgogliosi» – ha detto il tennista nel suo intervento al Quirinale.

Subito dopo la visita a Mattarella, gli Azzurri e Berrettini si sono spostati a Palazzo Chigi per essere ricevuti da Mario Draghi. Insieme a loro, il premier ha premiato anche la squadra di atletica leggera italiana che agli Europei under 23 si è portata a casa un bottino di medaglie: 6 ori, cinque argenti e due bronzi. «Oggi lo sport segna in maniera indelebile la storia delle Nazioni. Oggi siete voi a essere entrati nella storia, con i vostri sprint, i vostri servizi, i vostri gol e le vostre parate – ha detto il premier Mario Draghi. – Avete rafforzato in tutti noi il senso di appartenenza all’Italia e ci avete messo al centro dell’Europa. Un saluto collettivo, un ringraziamento profondo dal Governo qui rappresentato oggi pomeriggio e un ringraziamento dallo staff di Palazzo Chigi affacciato alle finestre e vi guarda da qui sopra. Un ringraziamento perché i vostri successi sono straordinari. La nazionale di calcio ha vinto gli europei dopo oltre 50 anni, Berrettini primo italiano in quasi un secolo e mezzo e la squadra under 23 di atletica leggera è al primo posto del medagliere europeo. Ci avete fatto emozionare, commuovere, gioire, abbracciare». E il riferimento alle parate non è certo stato casuale: il Capo del Governo ha, infatti, voluto omaggiare il portiere Donnarumma, vero campione di questi Europei 2021 e nominato dalla Uefa miglior giocatore del torneo. Per lui e per lo splendido lavoro del ct Roberto Mancini non sono mancati gli applausi.

«Voglio ringraziare tutte le vostre famiglie che vi hanno sostenuto, vi hanno incoraggiato, una famiglia che è stata paziente: brave mogli, brave famiglie – ha proseguito Draghi. – Lo sport è un ascensore sociale, è un argine al razzismo, è uno strumento di coesione soprattutto nei momenti difficili come quelli che abbiamo vissuto. E noi, come governo, abbiamo deciso di investire nello sport». Il premier ha voluto ringraziare anche il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali. Presente che Gabriele Gravina, presidente della Figc, che ha ricordato come il calcio contribuisca a fare dell’Italia un Paese sempre più “credibile e stimato, maggiormente inclusivo e anche più ricco”.

Al di là dei confini nazionali, un meraviglioso omaggio all’Italia e alla sua Nazionale arriva dalla Germania, storica rivale calcistica. Il giornalista Stefan Ulrich di Sueddeutsche Zeitung scrive: «l’Italia ha vinto, e lo spirito di questa squadra è esattamente quello di cui ha bisogno l’Europa. L’Italia è ricca di persone che si possono indicare come realisti magici. Credono nei miracoli e li realizzano con pragmatismo e duro lavoro. Roberto Mancini appartiene a questa Lega. Mancini è riuscito a fare quello in cui Joachim Loew ha fallito: mettere in piedi una nazionale, che tre anni fa era a terra ai Mondiali, e a guidarla in alto. E ha dato a una Paese che stenta nella rassegnazione e nel travaglio un momento di fiducia e di unità».

Insomma, un vero e proprio “Rinascimento italiano“, come ha titolato il quotidiano francese Libération, condiviso dagli italiani e non solo.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA