Lo rende noto la polizia honduregna. In 600 avrebbero partecipato al massacro di Giorgio Scanu, sospettato della morte di un anziano vicino

Sono cinque gli arrestati, tra i 19 e i 55 anni, sospetti di aver partecipato al linciaggio dell’italiano Giorgio Scanu avvenuto nel comune di Yusguare del dipartimento di Choluteca, situato a circa 80 chilometri a sud di Tegucigalpa, la capitale dell’Honduras. A renderlo noto è la polizia honduregna. Scanu, accusato di aver ucciso un vicino di casa, il 74enne Juan de Dios Flores, a Santa Ana de Yusquare, nel sud del Paese, è stato protagonista di un vero e proprio assalto che ha coinvolto circa 600 persone armate di machete, bastoni e pietre.

I primi cinque sospetti sono stati già prelevati venerdì ma, come chiarito da Edgardo Barahona, portavoce del Dipartimento di Pubblica Sicurezza honduregno, proseguono le ricerche di altri possibili responsabili dell’uccisione dell’italiano. Come ricostruito dal portavoce, l’assalto ha avuto inizio quando Scanu ha ricevuto una denuncia per il presunto omicidio del vicino di casa durante una discussione su presunti danni alla sua proprietà. La polizia si è, però, rifiutata di arrestare immediatamente l’italiano e la folla inferocita ha deciso di farsi giustizia da sé. «La gente era arrabbiata perché l’italiano non è stato arrestato immediatamente – ha spiegato Barahona – ma non possiamo effettuare un arresto senza un mandato. Inizialmente Scanu era oggetto di indagine, perché c’era una denuncia, ma devono esserci prove. Questo è stato ciò che ha scatenato l’attacco». Dopo aver massacrato il presunto assassino a forza di sassate e bastonate, la folla ha dato fuoco alla casa di Scanu con il suo corpo ancora all’interno.

Subito dopo l’orribile vicenda e la morte dell’italiano, avvenuta in un ospedale locale poco dopo l’aggressione, la Farnesina si è attivata sul caso in collaborazione con l’ambasciata italiana in Guatemala, competente per il Paese sudamericano. Giorgio Scanu, 66enne originario della Sardegna, si era trasferito in Honduras 20 anni fa lasciando la moglie e il figlio. In Sud America si era poi risposato e aveva avuto altri due figli. Nella sua terra d’origine lo ricordano per aver giocato come calciatore per la Milese calcio, la squadra del piccolo comune dell’oristanese Milis, negli anni Ottanta.

Il linciaggio e le immagine diffuse hanno scosso l’opinione pubblica honduregna che ha condannato pubblicamente e in modo unanime il gesto. Molti hanno, inoltre, criticato l’inerzia della polizia per non aver difeso l’italiano garantendogli un equo processo nel caso le accuse per la morte del vicino fossero state fondate. Le forze dell’ordine, da parte loro, si sono giustificate dicendo di non aver potuto far nulla contro la folla inferocita che ha preso il sopravvento.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA