Ciò che resta delle Champlain Towers South è stato demolito prima dell’arrivo della tempesta Elsa. Nessuno dei 121 dispersi è stato ritrovato

Le operazioni di ricerca dei 121 dispersi sotto le macerie dell’edificio di 12 piani crollato a Surfside, nei pressi di Miami Beach, sono state interrotte. Quello che restava del palazzo è stato demolito nella notte con un’esplosione controllata. Come riportato dalla BBC, la demolizione è stata fissata in vista dell’arrivo della tempesta tropicale Elsa sulla Florida, previsto per martedì. La demolizione era iniziata ieri, domenica 4 luglio. Le operazioni si sono rese necessarie per non mettere a rischio la vita dei membri delle squadre di soccorso, come spiegato dal sindaco di Surfside, Charles Burkett.

L’ultimo bilancio della tragedia che si è abbattuta sulla località è di 24 morti, come reso noto da Daniella Levine Cava, sindaco della contea di Miami-Dade. Nessun sopravvissuto, invece, è stato rinvenuto sotto le macerie e già da giorni i soccorritori, a cui si era aggiunto personale proveniente da Israele e Messico, raccontavano di non sentire più alcun rumore proveniente dai resti.

Al momento del crollo il condominio, costruito nel 1981, era in fase di ristrutturazione sul tetto. Inizialmente, dunque, l’ipotesi era che a causare il crollo fossero stati proprio i lavori. É poi emerso uno studio del 2020 in cui si constatava che la costruzione affondava alla velocità allarmante di due millimetri l’anno dal 1990: la zona in cui si trovava, infatti, è paludosa ed esposta all’erosione causata dalla salsedine. Ancora prima, nel 2018, un team di ingegneri aveva redatto una stima della somma necessaria per le riparazioni strutturali di cui il palazzo aveva bisogno. La spesa preventivata era di 9 milioni di dollari, di cui 3,8 solo per il garage e la piscina. Un’altra perizia emersa, inoltre, parlava di gravi danni strutturali all’edificio riguardanti la lastra sotto il bordo piscina, le colonne di cemento, le travi e le pareti del garage. «Mia madre nella sua ultima chiamata prima dell’incidente mi aveva riferito di strani rumori che l’edificio emetteva di notte, talmente forti da svegliarla» – ha raccontato il figlio di una delle persone tutt’oggi disperse.

Nel frattempo, in attesa di maggiori risposte e del bilancio finale della tragedia, alcuni condomini del complesso hanno presentato una class action da cinque milioni di dollari nei confronti dei gestori e proprietari dell’edificio. Nella denuncia i condomini accusano di non essere stati adeguatamente protetti e che siano stati tenuti nascosti danni identificati durante le ispezioni.

Le famiglie di chi abitava nell’edificio, tra cui si contano anche la sorella della first lady del Paraguay, 20 cittadini israeliani e 19 sudamericani, erano state riunite in un centro vicino al palazzo in attesa di notizie sui loro cari. Durante le ricerche i soccorritori hanno utilizzato le telecamere per la visione notturna al buio e i cani addestrati mentre un tunnel è stato scavato dal parcheggio sotterraneo per evitare ulteriori crolli e raggiungere eventuali sopravvissuti.

Secondo quanto aveva riferito la polizia di Miami Beach, il crollo è avvenuto alle 2 del mattino (ora locale) del 24 giugno al numero 8777 di Collins Avenue, dove si trovano le Champlain Towers. In 30 secondi il condominio si è ripiegato su sé stesso con un boato e una nuvola di fumo mentre i residenti stavano dormendo. «Non c’è ancora alcuna causa ufficiale del crollo» – aveva detto il sindaco di Miami-Dade, Daniella Levine Cava, secondo quanto reso noto la Cnn.

«Spero per il meglio ma ci stiamo preparando a qualche brutta notizia, data la distruzione che abbiamo visto» – aveva ammesso il governatore repubblicano Ron DeSantis, accorso sul posto immediatamente dopo la tragedia. Charles Burkett, sindaco di Surfside, ha riferito che secondo il building manager circa 80 delle 130 abitazioni erano occupate al momento del crollo ma stabilire il numero delle persone è impossibile. Il condominio, infatti, è meta di residenti stagionali e vacanzieri.

Secondo le testimonianze la scena ha ricordato molto i fatti dell’11 settembre 2001, con le ambulanze a sirene spiegate. Anche le immagini delle videocamere di sorveglianza dell’area, mostrate dai network americani, hanno lasciato a bocca aperta tutto il mondo.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: REUTERS/Marco Bello