I parlamentari pentastellati chiedono un’intesa e “responsabilità” da parte di Grillo e Conte sullo scontro in merito allo Statuto del Movimento

Nonostante l’aria che tira, di scissione più che di intesa, tra le fila dei parlamentari del Movimento 5 Stelle c’è ancora la speranza di una mediazione. È quanto sembra essere emerso ieri sera nella doppia assemblea tra deputati e parlamenti pentastellati. Da una parte si pensa ancora che visionare, e magari votare, lo Statuto redatto da Giuseppe Conte potrebbe essere la scelta migliore, dall’altra ieri sera Beppe Grillo ha pubblicato un video sul suo blog chiedendo ai votanti di “stare uniti“.

I parlamentari, in particolare, hanno lamentato la mancata possibilità di visionare il documento e l’essere stati completamente esclusi dai recenti avvenimenti, oltre che la mancanza di obiettività da parte di entrambe le parti in causa. «Per una volta chiediamo noi a Beppe e Giuseppe responsabilità. Vediamoci e capiamo come difendere un sogno comune» – ha detto in assemblea il deputato Stefano Buffagni con il plauso dei compagni. La richiesta di tutti, accolta dal capogruppo Davide Crippa, è quella di non dividersi in tifoserie, grillini contro contiani. «Si ritiene che una sintesi e una mediazione siano ancora possibili per non disperdere l’ambizioso progetto» – scrivono, nero su bianco, i senatori in un documento condiviso.

«Ho agito come dovevo agire: con il mio cuore, con la mia anima e con la mia intelligenza. Non sono il padre-padrone del Movimento 5 Stelle» – ha affermato Beppe Grillo nel video pubblicato sul suo blog, rispondendo alle accuse dell’ex premier e raccontando, poi, la sua versione dei fatti dall’incontro all’Hotel Forum di Roma fino al recente scontro. Mi è arrivata la famosa bozza (dello Statuto, nda) ed era una roba che si metteva al centro lui, forse aveva frainteso perché era una cosa da tener presente che negli Stati generali gli iscritti avevano detto di fare una distruzione dei poteri. Perché se hai tutto in mano ti fai del male da solo. Il Movimento cambia, doveva cambiare con lui, era forse la persona più adatta che c’era, e forse magari non è la persona più adatta a quello che serve oggi al Movimento – spiega il garante. Ma la Rete, e lui questo lo sa bene, non perdona e sotto il suo post spuntano centinaia di commenti di critica.

Il video arriva dopo l’invito di Grillo al capo politico reggente del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, ad autorizzare il voto del Consiglio direttivo sulla piattaforma Rousseau. «Ti invito ad autorizzare, entro e non oltre le prossime 24 ore, la Piattaforma Rousseau al trattamento dei dati, come espressamente consentito dal provvedimento del garante della privacy e come rientrante nei poteri del titolare del trattamento. Nel caso, invece, in cui decidessi di utilizzare subito la nuova piattaforma, sarai ritenuto direttamente e personalmente responsabile per ogni conseguenza dannosa dovesse occorrere al MoVimento (azioni di annullamento voto, azioni risarcitorie …) per le scelte contrarie allo statuto che dovessi operare – ha scritto Grillo su Facebook. – Come ti ho sempre detto prima di poter votare su un’altra piattaforma è, infatti, necessario modificare lo statuto con una votazione su Rousseau. Inoltre nella mancanza dell’organo direttivo l’unico autorizzato ad indire le elezioni dello stesso è il garante, e in quanto tale l’ho fatto secondo le sole modalità possibili previste dallo statuto vigente (art. 4 lettera b). Inoltre il garante della privacy non ha mai identificato in te il titolare dei dati degli iscritti, essendosi limitato a indicarlo genericamente nel movimento, probabilmente a causa della tua controversa reggenza». 

La mossa di Grillo di estromettere Conte e indire nuove votazioni, infatti, non è piaciuta molto a Vito Crimi. «Beppe Grillo ha indetto la votazione del comitato direttivo impedendo una discussione e una valutazione della proposta di riorganizzazione e di rilancio del MoVimento 5 Stelle alla quale Giuseppe Conte ha lavorato negli ultimi mesi, su richiesta dello stesso Beppe. Pur rientrando fra le sue facoltà indire la votazione, non concordo con la sua decisione – ha scritto su Facebook. – Il voto, tuttavia, non potrà avvenire sulla piattaforma Rousseau, poiché questa è inibita al trattamento dei dati degli iscritti al MoVimento. Inoltre, consentire ciò violerebbe quanto disposto dal Garante della Privacy. Gli avvenimenti di questi giorni, in particolare delle ultime ore, mi inducono ad una profonda riflessione sul mio ruolo nel Comitato di Garanzia e sulla mia permanenza nel MoVimento. Manterrò le mie funzioni per il tempo utile a consentire gli adempimenti necessari allo svolgimento delle prossime consultazioni» – conclude Crimi con la stangata finale. Secondo quanto emerso le parole, durissime, e l’ultimatum di Crimi arrivano dopo una conversazione telefonica con Grillo che non è stata da meno, seguita alla conferenza stampa dello scorso lunedì tenuta da Conte. Dalle indiscrezioni sembrerebbe che Crimi abbia manifestato la volontà di pubblicare lo Statuto contiano ricevendo però il rifiuto del garante. La proposta di votazione del Comitato direttivo sulla piattaforma, dunque, sarebbe la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Conte ci ha provato a rimanere all’interno del Movimento 5 Stelle: ha messo sul tavolo le sue condizioni in attesa di una risposta di Beppe Grillo (ne abbiamo parlato qui). Alla fine il responso del garante è arrivato e, sorpresa delle sorprese, non solo ha fatto fuori l’ex premier ma ha richiamato a sé un vecchio amico. Stasera alle 19, dopo i lavori in Aula, il gruppo dei deputati M5S si riunirà in assemblea per confrontarsi sulla fine del progetto Conte sancita da Grillo. Nel frattempo sugli ultimi accadimenti si è espresso anche il capo politico reggente e figura storica del Movimento, Vito Crimi.

«Indìco la consultazione in rete degli iscritti al MoVimento 5 Stelle per l’elezione del Comitato Direttivo, che si terrà sulla Piattaforma Rousseau. Ho pertanto chiesto a Davide Casaleggio di consentire lo svolgimento di detta votazione sulla Piattaforma Rousseau e lui ha accettato. Chiederò, poi, al neo eletto Comitato direttivo di elaborare un piano di azione da qui al 2023» – ha scritto il comico genovese sul suo blog. Dopo il divorzio gestito da Conte (leggi qui), dunque, l’amico che torna tra le fila del Movimento sembrerebbe essere proprio quel Casaleggio della piattaforma Rousseau.

«Non possiamo lasciare che un movimento nato per diffondere la democrazia diretta e partecipata si trasformi in un partito unipersonale governato da uno statuto seicentesco – ha proseguito Grillo. – Vanno affrontate le cause per risolvere l’effetto ossia i problemi politici (idee, progetti, visione) e i problemi organizzativi (merito, competenza, valori e rimanere movimento decentralizzato, ma efficiente). E Conte, mi dispiace, non potrà risolverli perché non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione. Ma Conte può creare l’illusione collettiva (e momentanea) di aver risolto il problema elettorale, ma non è il consenso elettorale il nostro vero problema. Il consenso è solo l’effetto delle vere cause, l’immagine che si proietta sullo specchio. Conte non ha né visione politica, né capacità managerialiChiederò al Comitato direttivo di indicare qualcosa di concreto, indicando obiettivi, risorse, tempi, modalità di partecipazione vera e, soprattutto, concordando una visione a lungo termine, al 2050. Questo aspettano cittadini, iscritti ed elettori. Una visione chiara di dove vogliamo andare e in che modo. Il perché, il cosa e il come. È sempre stata la nostra forza: consentire a tutti di sapere quale sarà il viaggio e accogliere chi è pronto per una lunga marcia. In alto i cuori!».

Nuovo giro di boa, quindi, per il Movimento 5 Stelle che si prepara ad una stagione di rinnovamento, che sia in direzione positiva o negativa non è ancora dato saperlo. «Beppe ha fatto la sua scelta, essere il padre padrone della sua creatura» – è stato il commento di Giuseppe Conte alle parole di Grillo, riprendendo quanto da lui detto lunedì in conferenza stampa quando gli chiedeva di essere, invece, un “genitore generoso“. Per l’ex premier, inoltre, la scelta di tornare verso Rousseau potrebbe rivelarsi un “boomerang” per il Movimento, mentre sulla natura seicentesca dello Statuto progettato da Conte, i personaggi a lui vicini hanno commentato: «se nel Movimento c’è qualcosa di barocco è la figura del garante, come la intende Grillo».

Diverse le reazioni del mondo della politica italiana esterna al Movimento. Il segretario del Pd, Enrico Letta, definisce “travaglio complesso” la spaccatura nel M5S tra il fondatore Beppe Grillo e l’ex premier Giuseppe Conte. «È il momento di unire, non di dividere, soprattutto in vista dell’elezione del presidente della Repubblica. Un passaggio in cui bisogna essere uniti, avere idee chiare ed essere determinati. Sulla tenuta del governo non vedo problemi perché con la situazione in cui siamo tra vaccini, varianti e Pnrr nessuno farà sì che queste difficoltà finiscano per ripercuotersi su questo governo» – ha dichiarato il segretario. 

Di tutt’altro avviso sono, invece, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Questa crisi è “la conseguenza del loro vizio d’origine” per il leader di Forza Italia: «non avendo né un vero progetto né dei valori unificanti era ovvio che chiamati alla prova dell’agire implodessero» – ha aggiunto, augurandosi che quando successo non crei problemi all’esecutivo. Parole più dure arrivano dal leader della Lega: «possono fare danni, ma se si fanno da parte andiamo avanti a fare cose per il Paese. Se Grillo e Conte si fanno da parte torniamo a parlare di sviluppo. Facciamo decidere agli italiani quando si tornerà a votare, ma penso che la parabola del M5a sia esaurita, perché le idee di cambiamento che avevano sono state sostituite dalle poltrone» – ha commentato.

L’ex premier Romani Prodi, invece, si astiene da fare qualsiasi commento, «fate finta io non sappia nulla» – dice. La vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato e responsabile del movimento azzurro per i rapporti con gli alleati, Licia Ronzulli, invece, si fa la domanda che tutti ci stiamo ponendo: «Grillo si è accorto solo adesso della inadeguatezza di Conte o l’ex presidente del Consiglio andava bene per guidare il Governo italiano ma non il Movimento 5 Stelle?».

Anche gli interni al Movimento, in ogni caso, si dividono. L’ex senatore M5S e presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, si dichiara a favore di Grillo e di un Movimento “leader-less“. Il capodelegazione Stefano Patuanelli, invece, pensa che Conte sia stato e sia tutt’ora una risorsa ma allo stesso tempo riconosce che Grillo rimarrà sempre il garante del Movimento.

Nel frattempo i fedelissimi contiani, sebbene l’ex premier avesse dichiarato «non ho una doppia agenda, non farò un mio partito», si dicono disposti ad un nuovo progetto. Certo è che, secondo fonti a lui vicine, l’avvocato non tornerà ad insegnare ma proseguirà sul percorso della politica. E, in ogni caso, anche chi non si espone apertamente non vede di buon occhio da parte di Grillo l’aver nominato Conte capo politico delegittimando Casaleggio per poi tornare sui suoi passi. Insomma un nuovo partito potrebbe esserci come no e allo stesso modo potremmo dover assistere nei prossimi tempi ad un cambio di direzione di molti parlamentari appartenenti al Movimento.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA